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martedì 15 maggio 2018

Filosofia della Storia: perché vale ancora la pena riflettere sulla quarta dimensione

di Silvia Ripà *

In tre situazioni l’essere vivente necessita di storia: gli occorre quando è attivo e ha aspirazioni, quando persevera negli ideali e giunge alla venerazione di questi e, infine, quando soffre e ha bisogno di liberazione, di sfilare la lunga lama del coltello dal centro del petto e concedersi due o tre respiri profondi, senza sofferenza. Ai tre rapporti corrispondono tre diversi aspetti della storia: la specie monumentale, quella antiquaria e quella critica.
La storia occorre in primis all’attivo e al potente, a colui che combatte una grande battaglia, che ha bisogno di modelli, maestri e consolatori. In questi termini occorreva a Schiller e anche – soprattutto – a Goethe, quando disse che il nostro tempo – attuale in ogni istante – è talmente cattivo che, nella vita umana che lo attornia, non incontra più alcuna natura utilizzabile. Colui che abbia imparato a riconoscere in ciò il senso della storia, deve essere infastidito nel vedere viaggiatori curiosi o meticolosi micrologi arrampicarsi sulle piramidi dei grandi eventi trascorsi, ansiosi di equilibrarsi tremolanti sulle sensazioni del sublime; là, dove l’uomo attivo cerca e trova incitamenti ad imitare e a fare meglio, non desidera incontrare l’ozioso che, smanioso di distrazioni, gironzola inutilmente, come fra i tesori artistici di una wünderkammer (camera delle meraviglie). In realtà è solo per non scoraggiarsi e non cedere alla nausea verso gli oziosi, deboli e senza speranze, in mezzo ad altri compagni, in apparenza attivi, ma in verità soltanto eccitati e gesticolanti, che l’uomo d’azione guarda indietro e interrompe la corsa verso la sua mèta, per prendere respiro. Ma la sua mèta qual è? Forse la felicità, non sua, ma di un popolo o dell’umanità intera; egli fugge così dalla rassegnazione  e usa la storia come mezzo per superare la vita. Per lo più non lo attende alcuna ricompensa, forse la gloria, vale a dire un posto d’onore nel tempio del tempo, dove egli stesso potrà essere Magister vitae, consolatore e ammonitore per i posteri. Questo è ciò che oggi definiamo storia – come esito finale del processo di studio e analisi delle fonti scritte – e il suo ammonimento suona pressappoco così: “ciò che una volta poté estendere oltre e adempiere in modo più alto e bello l’idea di “uomo”, deve anche esistere in eterno, per poterlo fare in eterno”. Così i grandi momenti nella lotta degli individui formeranno una catena e attraverso di questi si crea, lungo i millenni, la cresta montuosa dell’umanità, affinché le vette dei momenti più alti dell’uomo, vertici dell’agire, permangano vivi, chiari e grandi. Questo è il pensiero fondamentale di una fede nell’umanità, che si esprime nell’esigenza di una storia monumentale. Ma proprio per questa esigenza, che il grande debba essere eterno, si accende la più terribile lotta: ogni altra cosa che viva, grida il suo “no”. Il monumentale non deve sorgere – è questa la parola d’ordine contraria. La muffita abitudine, ciò che è piccolo e basso, riempie ogni angolo del mondo, evapora come pesante aria terrestre attorno ai grandi nomi e alle grandi imprese e ricorda che la storia umana è anche altro. Questa aria pesante ostacola, smorza e soffoca il cammino verso l’immortalità, ma la strada che conduce ad essa passa attraverso i cervelli umani! Attraverso i cervelli di animali impauriti e dalla vita corta, che si trovano sempre di nuovo davanti alle stesse necessità e che respingono da sé a fatica, per appena un istante, la rovina, poiché vogliono prima di tutto solo una cosa: vivere ad ogni costo. Chi potrebbe mai supporre in loro quella difficile corsa con la fiaccola della storia monumentale, mediante la quale soltanto ciò che è grande può sopravvivere? Tuttavia, sempre e di nuovo, si destano alcuni che – guardando alla grandezza passata e rafforzati dalla contemplazione di essa - si sentono pieni di felicità, come se la vita umana fosse una cosa magnifica, come se addirittura il più bel frutto di quest’amara pianta consistesse nel sapere che una volta qualcuno passò attraverso questa esistenza con orgoglio e forza, un altro con profondità, un terzo con misericordia e carità – tutti comunque lasciando dietro sé una dottrina, secondo cui vive nel modo più bello colui che non dà peso all’esistenza. Se l’uomo volgare prende questa spanna di tempo in modo tanto melanconico e avidamente serio, quegli altri seppero giungere, sulla loro via verso l’immortalità e la storia monumentale, a un riso olimpico, o quanto meno ad un sublime scherno. Questi uomini scesero anche nella tomba con ironia, poiché cosa c’era in loro da sotterrare? Nient’altro che ciò che li aveva sempre oppressi come una scoria velenosa. Ma una cosa sola sopravvivrà: il monogramma della loro essenza, un’opera, un’azione, una rara illuminazione, una goccia di splendore tutta umana: vivrà, perché nessuna posterità potrà farne a meno.

Ciascun approccio esiste nel suo diritto, su un solo terreno e in un solo clima: su ogni altro terreno cresce un’erbaccia distruttiva. Se l’uomo che vuole creare cose grandi ha in genere bisogno del passato, se ne impossessa per mezzo della storia monumentale; chi invece ama perseverare nel tradizionale, in ciò che è venerato da tempo, coltiva il passato come archeologo, nella perenne nostalgia, paga alla maniera occidentale il debito della vita; solo colui che abbia il petto oppresso da una sofferenza perenne e che voglia gettare via quel peso ad ogni costo, ha bisogno della terza specie di storia, la storia critica, quella che giudica e condanna.

Il critico senza sofferenza, l’archeologo senza pietà, lo storico senza la capacità di grandezza, rappresentano le piante divenute erbacce. Occorre calarsi in questi torbidi abissi e non perdere l’orientamento tra le facili debolezze per poter aggiungere qualche tassello al mosaico delle nostre conoscenze, tenendo conto della poliedricità delle competenze che compongono una disciplina, tanto sfuggente quanto affascinante, per le ricompense che promette.

* Collaboratrice presso il L.A.D. – Laboratorio di Studi e Ricerche sulle Antiche province Danubiane dell’Università degli Studi di Ferrara, e  Università “Babeș-Bolyai” – Cluj-Napoca, Facoltà di Lettere e Filosofia

lunedì 30 aprile 2018

Neuroni e creatività... le riflessioni condivise durante il "Caffè creativo"

Neuroni creatività ed animo umano, sono gli argomenti di riflessione affrontati durante il "caffè creativo disconnesso" di sabato 28 aprile organizzato dall'associazione culturale "Lucchina e Ottavia". 
Riportiamo di seguito un report sui contenuti emersi durante l'incontro.
Il resoconto è stato elaborato da  Emanuele Fanti che ringraziamo.

"- Addì 28 aprile 2018, sabato di caffè ricreativo alla presenza di molti di noi che per il momento non dichiariamo al fine di preservare la privacy ed evitare “figuracce” nel caso di esternazioni compromettenti.
L’incontro inizia, come sempre, all’insegna della leggerezza con la dichiarazione di timidezza di uno dei presenti e l’intelligente domanda: “Perché le professoresse possono andare a scuola con la gonna ed i professori non possono andarci con i pantaloncini?” Tale domanda, al solito, rimane priva di risposta ed accompagnata da profonde riflessioni e suggerimenti sui professori ipertricotici. - Dopo primi cenni e tentativi di approfondimenti sociologici, si affronta il tema dell’Ipogeo degli Ottavi (sito archeologico scoperto nel 1920 che si trova sotto una civile abitazione, “Villino Cardani”, sui cui proprietari incombe la servitù permanente che permette la visita all'ipogeo, gratuita e su prenotazione alla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma).
L'associazione culturale Lucchina e Ottavia  parlerà dell’argomento all’assessora Ruffa del XIV Municipio all’incontro previsto per il 10 maggio. Tale incontro è stato richiesto dalla stessa Ruffa per conoscere l’Associazione Lucchina Ottavia ed approfondire la realtà del territorio.
- La presidente propone di non andare oltre la prima settimana di giugno per la consueta passeggiata archeologica che, tra l’altro, potrebbe vedere coinvolti anche cittadini del XIII Municipio e soci del Parco della Cellulosa (zona Casalotti).
- Uno dei soci propone l’intervento a turno di tutti i presenti per approfondire il tema trattato dallo psicoterapeuta Morelli in un video lanciato sul gruppo Whatsapp:
“Nell’attuale società, dove tutti vorrebbero ringiovanire i volti e i corpi, come fare con il cervello?...”
Lo psicoterapeuta sostiene che il nostro organo del pensiero abbia le aree intere della creatività e che siano loro a ringiovanirci. La stimolazione di tali aree avverrebbe rompendo gli schemi della ripetitività ed usando la creatività, utilizzando le mani e spengendo i pensieri… quindi più novità e meno abitudini.
Il dialogo tra i presenti risulta coinvolgente e dal confronto emergono esperienze personali che mettono in evidenza come alcuni di noi vedano positivamente la “ripetitività” e come altri la vivano con spavento. Da ciò scaturisce che, oltre ogni dubbio, i problemi possono apparire grandi o piccoli a seconda di come si affrontino anche se a volte risulta positivo “abbandonarsi” all’istinto.
Interessante l’intervento di uno dei soci che associa la creatività col pensiero positivo, connubio che, a suo dire, sarebbe quasi un elisir di lunga vita; tale atteggiamento aiuterebbe anche a recuperare la fiducia in se stessi ed aiuterebbe a cambiare molte abitudini dannose… insomma, una ulteriore condivisione delle idee dello psicoterapeuta.
Ovviamente la parola “creatività” si presta a molte interpretazioni ma per i presenti rappresenta un’arte, una capacità che ognuno di noi possiede e che può usare per inventare storie con la scrittura, oppure per costruire giocattoli o piccoli oggetti...
C’è chi sostiene che accettare le sfide sia uno stimolo alla creatività e che mettersi in gioco attivi i neuroni e contribuisca a tener giovane il cervello…. ma anche chi trova positivo zappare l’orto, ovviamente senza risolvere i problemi ma trovando una sicura valvola di sfogo a situazioni che potrebbero sfociare in “stati ossessivi”.
Insomma, le scuole di pensiero sono molte ed il parere dello psicoterapeuta Morelli può anche essere condiviso in gran parte ma c’è da dire che una delle più grandi maestre di vita è la vita stessa con la sua esperienza e che “la psicologia pura è pur sempre l’animo umano”.
Così, su questa frase, si conclude l’incontro di oggi, con la leggerezza col quale era iniziato e con l’arrivederci alla prossima settimana."

sabato 21 aprile 2018

"Bullismo" e "sessualità", un ricco pomeriggio al "Caffè creativo disconnesso"

2 ore fitte di scambi, opinioni, testimonianze condite da sorrisi e battute. 
E' quanto hanno vissuto sabato 21 aprile i partecipanti del "caffè creativo disconnesso", il consueto appuntamento organizzato dall'associazione culturale Lucchina e Ottavia presso il bar di via Cesira Fiori a Ottavia.
L'argomento del giorno prendeva spunto dagli episodi di bullismo che hanno occupato le cronache di questi giorni.
Esperienze personali, esperienze dei figli e confronti con il vissuto delle generazioni precedenti.
Celeste ha individuato nel vuoto affettivo e nella solitudine la motivazione che spinge tanti adolescenti a compiere atti di bullismo e vandalismo. 
Questi comportamenti devianti, secondo Celeste, oggi accadono con più facilità, perchè mancano punti di riferimento e per il disagio relazionale di tante famiglie.
Per Ilaria è proprio la famiglia responsabile di questi fenomeni diffusi di bullismo e microcriminalità. Genitori distratti,o essi stessi tendenti alla sopraffazione e alla violenza, diventano esempi per i figli.
Giorgia ha parlato della tendenza al conformismo degli adolescenti che li induce a seguire il branco e ad uniformarsi alla moda dell'abbigliamento e dei comportamenti generando emarginazione, e a volte ciberbullismo, in chi non si omologa al gruppo. 
Secondo Giorgia l'idea in programma di una giornata mondiale del dono "dono day" prevista per il 4 ottobre  potrebbe essere un momento importante per far comprendere alle ragazze e ai ragazzi quanto è importante donare qualcosa a qualcuno che è l'opposto di aggredire e provocare sofferenza.
Anche Grazia si è detta d'accordo con Giorgia sulla dinamica del conformismo come co-fattore causale della devianza minorile.
Martina, che ha una grande esperienza di vita dovuta all'età e all'essere mamma e nonna, ha sostenuto che il bullismo è sempre esistito e che da piccola a scuola la prendevano in giro con un nomignolo ma, sostiene Martina, episodi spiacevoli di bullismo si risolvevano con il confronto tra genitori che intervenivano per calmierare attriti e risolvere conflitti tra i figli. Insomma esisteva una certa dolcezza che stemperava facilmente il clima nella scuola.
Gilberto, anche lui papà di due figli, è convinto che i ragazzi quando mettono in pratica atti di offesa in rete o in classe non hanno consapevolezza della sofferenza provocata nei coetanei che prendono di mira.
Gilberto ha detto anche di aver partecipato come spettatore ad una trasmissione televisiva del "grande Fratello VIP" e di aver capito come la regia della trasmissione attraverso il coinvolgimento del pubblico in sala riusciva a trasferire emozioni e condizionamenti sui telespettatori. Da questa esperienza Gilberto ritiene forte l'impatto psicologico dei media, non solo sui ragazzi, ma anche sugli adulti. 
Bisogni indotti nell'acquisto di merce sono frequenti attraverso la strategia comunicativa commerciale del "cliente insoddisfatto"
Del carattere negativo e pernicioso della rete e delle comunicazioni virtuali ha parlato Giacinto, che non usa nè facebook e nè whatsapp, convinto del loro forte condizionamento anche "spionistico" sugli utenti.
Giacinto evidenza come lo spazio dei figli in famiglia sia diminuito perchè la scuola rispetto alle generazioni precedenti è diventata a tempo pieno. Ciò incide sul diverso rapporto genitori figli e sull'influenza dell'ambiente nella crescita e formazione,
Si è anche affrontato il tema della sessualità e dell'educazione affettiva dei ragazzi e ragazze. 
A questo proposito Gioia parla dell'esperienza negativa della figlia con il gruppo classe riunitosi in una casa privata per festeggiare i cento giorni. 
Fuori dal contesto scolastico ha constatato una trasformazione delle personalità e una scarsa moderazione nell'uso di alcool e nei rapporti intimi. 
Anche Martina, di età più avanzata, ricorda come ai suoi tempi nell'educare i suoi giovani figli utilizzava strategie creative durante le feste di compleanno. Ad esempio, faceva trovare una scatola di scarpe 45 ben confezionata con dentro profilattici colorati di tutte le marche. "E sparivano tutti in poco tempo nelle tasche dei partecipanti". 
Alla conclusione dell'incontro è intervenuto Valerio che si è detto ottimista sul futuro dei giovani perchè hanno risorse creative per sviluppare la loro personalità in senso evolutivo rispetto alla vecchie generazioni.
Insomma ricco e intenso il dibattito dell'incontro che è stato sintetizzato in questo report. L'iniziativa di scrivere un report è stata proposta da Ludovico, partecipante attento che, per la prima volta, è rimasto prevalentemente ad ascoltare preferendo scambi ristretti con Martina.

Non sappiamo quale scenario ci riserva il futuro. Per il momento sappiamo che nella media di vita 24 milioni di persone spendono davanti al Pc o smartphone circa 2 ore e 21 minuti al giorno .

Buona domenica a tutte e tutti . Appuntamento al prossimo caffè creativo disconnesso....

Associazione culturale Lucchina e Ottavia

venerdì 6 aprile 2018

Giornata Mondiale della Salute: Ecco le iniziative dell'Associazione Lucchina e Ottavia

Sabato 7 aprile 2018 è la Giornata Mondiale della Salute indetta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
In occasione di questa importante ricorrenza, oggi e domani l'Associazione culturale Lucchina e Ottavia  sarà presente e attiva con due eventi di non poco conto:

1) Il caffè creativo disconnesso che si tiene oggi sabato 7 aprile 2018, dalle 14.45 alle 16.00, presso il bar di via Cesira Fiori, area di servizio di fronte all'area cani.

2) La passeggiata Archeo-naturalistica attraverso lo splendido paesaggio del Parco di Veio domani domenica 8 aprile 2018 dalle ore 8.30 appuntamento al Vecchio mulino ad acqua presso la cascata della Mola (Isola Farnese) per percorrere, insieme a guida esperta, circa 7 chilometri di sentieri, tra querce secolari, vegetazione floreale, torrenti e antichità etrusche. 

Invitiamo a onorare questa Giornata Mondiale della Salute, e queste meritorie iniziative collegate, iscrivendosi all'Associazione culturale Lucchina e Ottavia.
E' certificato dalle decine di soci: 
Fa bene iscriversi all'associazione come fa bene partecipare alle sue iniziative, sempre tese a migliorare la qualità della vita.
Ci si può iscrivere semplicemente compilando questo modulo di adesione (sotto lo Statuto) e presentandolo, oppure compilandolo in loco, presso la sede di via Stazione di Ottavia 73B  o durante le iniziative descritte sopra.
Il costo dell'iscrizione è di soli 10 euro e l'iscrizione rimane valida fino al giugno 2019. 

Ricordiamo a chi non la conoscesse abbastanza che L'Associazione culturale Lucchina e Ottavia è presente nel territorio da oltre 6 anni e in questo arco temporale ha realizzato una marea di iniziative che hanno dato vitalità culturale e storica, non solo al quartiere di Ottavia, ma a tutto il Municipio XIV attraverso le sinergie con la Rete delle Associazioni alla quale aderisce: Collaborazioni con il tessuto commerciale di Ottavia attraverso i calendari di quartiere, collaborazioni con le scuole su passeggiate archeologiche, laboratori di disegno e con argilla, caffè filosofici e letterari, mostre, conferenze sulle origini dei nostri quartieri, caffè creativi disconnessi.

Appuntamento quindi a oggi pomeriggio e/o a domani mattina per un bel rifornimento di salute. 
Procuratevi intanto la tessera annuale  "della Salute" iscrivendovi all'Associazione.  

Associazione culturale Lucchina e Ottavia 

giovedì 5 aprile 2018

Chiediamo l'uso sociale dei locali dismessi della stazione di Ottavia. Ecco il progetto.



Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato hanno recentemente pubblicato un volume per raccontare 88 buone pratiche di riutilizzo di immobili ferroviari. 

Scrivono che "..il recupero ed il riuso sociale del vasto patrimonio dismesso dal gruppo Ferrovie dello Stato permette di dare nuova vita a stazioni e strutture non più utilizzate.  
Tra queste 88 strutture in varie parti d'Italia  "9 si trovano in capoluoghi di Regione o di Provincia, con oltre 100.000 abitanti, 26 si trovano in comuni piccoli, con meno di 5000 abitanti, mentre 16 hanno sede in comuni che vanno dai 5 ai 10mila abitanti e 37 in municipalità che vanno dai 10mila ai 100mila abitanti"

E Roma? Leggendo questo volume notiamo che nel Lazio soltanto 2 strutture dismesse sono state affidate ad associazioni senza fini di lucro:

1) Alcuni locali abitabili dell'ex fabbricato viaggiatori della stazione di Ronciglione, stazione non più attiva da molti anni, sono stati affidati da Rete Ferroviaria Italiana in comodato d'uso gratuito all'Associazione "Cuore di Mamma Onlus" la quale ospita famiglie di bambini ricoverati negli ospedali romani, mentre 
2) i locali della Stazione ferroviaria di Santa Marinella sono stati affidati in comodato d'uso gratuito all'Associazione Misericordia  la quale  tra le varie attività, organizza corsi gratuiti di italiano per stranieri e corsi per il reinserimento sociale di persone con dipendenza da alcol e droghe, oltre alla formazione al primo soccorso per gli aspiranti volontari.

Proprio con questo spirito descritto e vantato da Ferrovie all'interno della pubblicazione sopra citata, nel mese di gennaio 2017 l'Associazione culturale Lucchina e Ottavia ha presentato in un bando pubblico via Pec a Ferservizi la sua manifestazione d'interesse per i locali dismessi della stazione di Ottavia intendendo così contribuire al riuso sociale del patrimonio ferroviario.
Successivamente su suggerimento del Dipartimento Urbanistica della Regione Lazio
Amm.re delegato RFI Maurizio Gentile
l'Associazione culturale Lucchina e Ottavia ha anche presentato al Responsabile di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile (vedi foto) un progetto culturale in continuità con l'attività svolta negli anni 2015/2016.

Ecco la parte finale del "Progetto Stazione Ottavia" inviato e firmato dalla Presidente dell'Associazione culturale Lucchina e Ottavia:

"...IL PROGETTO E’ A COSTO ZERO
Il progetto è a costo zero ed è basato soltanto sul volontariato associativo del soggetto richiedente.
L’attuazione del “Progetto Stazione Ottavia”, e le relative verifiche ex ante, in itinere, ed ex post, potranno avere inizio dopo la formale concessione dei locali e relative utenze della stazione FR3 di Ottavia, in buono stato e in comodato d’uso gratuito, per la durata di un biennio o un triennio, all’Associazione culturale “Lucchina e Ottavia”.
L’associazione è Ente senza scopo di lucro identificato e legittimato dalla partecipazione al bando
pubblico indetto e chiuso il 21 gennaio 2017 da “Ferservizi” SPA per conto di Rete Ferroviaria Italiana SPA.
Gli stessi locali sono stati già concessi gratuitamente all’Associazione culturale “Lucchina e Ottavia” dal 2015 al 2016 per singoli eventi culturali (caffè filosofici, incontri con scolaresche per la conoscenza del territorio, punto di partenza e di arrivo di passeggiate archeologiche ecc ), dei quali gran parte hanno avuto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Municipio XIV. 

Aspettiamo fiduciosi una risposta da Rete Ferroviaria Italiana e dal suo amministratore delegato

Associazione culturale Lucchina e Ottavia








sabato 24 marzo 2018

Le banane al caffè creativo del sabato a Ottavia

Le banane sul tavolo richiamano l'argomento della conversazione. 
Al caffè creativo disconnesso di sabato 17 marzo: 
Emilio aveva proposto online la visione di un esperimento condotto su 4 scimmie per esaminare quanto i condizionamenti ambientali possano guidare i comportamenti individuali a prescindere da ogni legame causale.

Tra le prime 4 scimmie era stato provocato un comportamento a seguito di uno stimolo indotto dagli sperimentatori. Quel comportamento tra le scimmie veniva tramandato alle scimmie successive che non avevano ricevuto  quello stimolo.

La riflessione che Emilio voleva mettere sul tavolo era: la "nostra zucca" è vuota o è piena? E se è piena di che cosa è piena?
Insomma da lì è partito lo scambio tra i partecipanti al caffè creativo disconnesso per toccare anche una poesia di Valerio Magrelli:

L’incessante brusio neuronale, ho letto,
e ho subito capito cosa significasse.
Perché lo sento sempre, il cicaleccio
talamo-corticale,
un cinguettìo da voliera,
e gridano, gridano, gridano,
milioni di sinapsi,
in attesa del cibo che gli porto,
che gli devo portare.
Aspettano i pensieri, i miei pensieri,
e gli si azzuffano intorno,
quando lascio la gabbia,
in un frullare di impulsi elettrostatici.

Il caffè creativo riprende alle 14.45 del sabato. 

sabato 17 marzo 2018

ALTRO CEMENTO A VIA PERALI NEL CUORE DI OTTAVIA?

Circa 5 anni fa il nostro quartiere ha reagito compatto e con determinazione al tentativo di alcuni palazzinari, alleati con certa politica compiacente, di costruire e cementificare le splendide aree di via dei Giardini di Ottavia.
Per favorire i costruttori era stata anche prodotta dal competente dipartimento comunale una relazione non veritiera sulla situazione della mobilità e dei trasporti nel nostro quadrante.
La Giunta e il consiglio comunale nel 2013 hanno bloccato la compensazione edilizia cosiddetta del "divino amore" che era piombata dalla zona di Tor Marancia nel cuore della Lucchina. 
Un ruolo importante l'ha giocato la Soprintendenza la quale, a seguito del ritrovamento di numerosi reperti archeologici del VI secolo a.c.,  ha sottoposto a vincolo le aree destinate alla compensazione.

Purtroppo in questi ultimi cinque anni il cemento di nuove costruzioni ha divorato aree verdi, ha causato l'abbattimento di bellissimi alberi e di manufatti storici, come in via Trevignano, ha deformato il volto di alcune strade come via Canale monterano, via Gallo, via Paciaudi.

Oggi lanciamo un'allerta e chiediamo pubblicamente al Presidente e alla Giunta del Municipio XIV di sapere cosa si vuole fare del terreno che si trova all'inizio di via Pericle Perali dietro il parco pubblico di via Tarsia. 
Ci risulta che quell'area verde è di proprietà comunale e avevamo chiesto in più riprese che si studiasse concretamente la fattibilità di una piccola biblioteca di quartiere in struttura prefabbricata.

 Vorremmo  che quell'area di provenienza pubblica non fosse oggetto di altre speculazioni edilizie.

La trasparenza, la tutela dell'ambiente e dei beni comuni sono elementi irrinunciabili da parte di una buona amministrazione e ci auguriamo una coerenza effettiva tra il dire e il fare.

Intanto ricordiamo che l'impegno, preso con i cittadini nel mese di luglio 2017 da parte del Municipio XIV, di riqualificare i giardinetti di via Tarsia attraverso il finanziamento di un donatore privato è ancora rimasto lettera morta.

Associazione culturale Lucchina e Ottavia