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mercoledì 30 novembre 2011

Un mostro di cemento su due asili nido.. la Lucchina "sfregiata"

A volte raccontare semplicemente la realtà comporta dei rischi. Ed è per questo che si preferisce far finta di non vedere cosa succede nel proprio quartiere. “Siamo malati di 50 anni durante i quali abbiamo curato soltanto gli interessi personali”, così dice, e forse ha ragione, il famoso sociologo Giuseppe De Rita.  "Perché una storia abbia un lieto fine non ci vogliono fate, folletti, armi magiche ma solo qualcuno che abbia coraggio per tutti. Almeno uno". Come nella storia di Rosa Parks, minuta donna nera che venne incarcerata perchè si rifiutò di cedere il posto ad un bianco. Facendo scattare la protesta nera che mise in crisi l’economia dell’Alabama.

Noi vogliamo raccontare invece di questo cemento invadente che porta l’eclissi nei nostri quartieri, di un altro mostro che sta crescendo a ridosso di due asili nido: l’asilo nido privato “la Coccinella” di via Paciaudi e l’asilo nido comunale di via Alfonso Gallo nel quartiere di Ottavia e Lucchina. E’ in mezzo a questi due asili nido che stanno costruendo un enorme fabbricato residenziale.
Il cantiere, al quale si accede da via Casal del Marmo, è abbastanza interno rispetto alla strada e per poter leggere il cartello del cantiere occorre superare la sbarra che delimita la proprietà privata. Ma nella foto a sinistra possiamo vedere cosa c’era scritto oggi 30 novembre 2011, sul cartello del cantiere. La descrizione dell’opera è in parte cancellata, le date dei lavori non ci sono e la visibilità complessiva del cartello è scadente oltre che posto in un luogo interno. Infatti per poterlo leggere occorreva superare di 40 metri la sbarra su strada che identificherebbe l’inizio di una proprietà privata. Questo cantiere va avanti con un’attività frenetica, con movimenti di betoniere e camion che entrano ed escono su via Casal del Marmo senza che vi sia una segnaletica preventiva adeguata, a distanza, per chi percorre nei due sensi la strada principale. In prossimità di quel punto sono accaduti incidenti mortali a pedoni e motociclisti negli ultimi due anni e i movimenti di camion da cantiere non fanno che rendere ancora più alto il rischio per l’incolumità delle persone. La tragedia di ieri della due donne schiacciate da un camion alla Balduinai insegna quanto la prevenzione sia importante più del pianto postumo.
L’ombra del cemento continua a crescere vertiginosamente e a sfregiare la Lucchina, come qualche tempo fa a via Camilla Ravera, mentre le opere pubbliche vengono lasciate ferme a marcire. E noi vogliamo far risaltare questo contrasto di immagine tra questo cantiere frenetico, caratterizzato da movimenti di operai, veicoli, attrezzature e, di fronte a questo enorme fabbricato in costruzione, un asilo nido comunale come quello di via Alfonso Gallo. Da un paio di anni l’asilo nido assomiglia ad un cimitero silenzioso e deserto nonostante ci sia un cartello di cantiere che annuncia la sua ristrutturazione. 

Nessun operaio si vede più da tempo nell’asilo nido. Locandine fatte affiggere dal Presidente del Municipio Alfredo Milioni annunciavano la ripresa dei lavori con la sistemazione dell’area esterna. Ma come si può vedere dalle foto nulla è stato risistemato. Gli interni e gli esterni sono totalmente fermi. Così è la situazione delle altre opere pubbliche: la strada di collegamento Casorezzo Sperani, la prevista rotatoria di via Panizzi, e i nuovi annunciati servizi per la valorizzazione del Parco Agricolo di Casal del marmo. Opere pubbliche, strade, servizi di trasporto pubblico sono da anni, in alto mare, mentre nuove costruzioni residenziali e centri commerciali stanno divorando il verde pubblico e stanno abbassando la qualità della vita dei nostri quartieri alzando il livello di traffico, di inquinamento atmosferico e il numero di vittime della strada. Per i nostri amministratori del Municipio XIX che, con la loro passività, certificano la loro impotenza politica e incapacità, quanto può essere dignitoso continuare a svolgere il semplice ruolo di passacarte del Campidoglio invece di ergersi a veri e attivi rappresentanti in difesa dell’ambiente e dei diritti dei loro amministrati? Se non si ha il coraggio o la capacità di prendere l’iniziativa sui programmi di Recupero Urbano e sulle 32 opere pubbliche previste forse un passo indietro e nuove elezioni sarebbero una cosa buona per i circa 200mila abitanti del municipio.
Aderente al Coordinamento Comitati Roma Nord

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