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giovedì 12 aprile 2012

Il Centro Gulliver potrebbe chiudere per crisi? Le nostre proposte per sventare questo rischio


Alle 17.30 di mercoledì 11 aprile, tutti i negozi del centro commerciale Gulliver erano deserti. Il titolare della gioielleria era seduto sulla panchina fuori dal negozio, la commessa del negozio di abbigliamento giovanile era sulla porta ed aveva una faccia triste e annoiata. I pochi frequentatori si dirigevano solo verso il supermercato Pewex. A questo panorama sconfortante si aggiungono i vari locali chiusi per fallimento dell'attività che recano la scritta "affittasi".
Esiste un conseguente malumore inespresso che trapela nei chiacchericci al bar: gli affari stanno vistosamente calando e il futuro non è roseo per il centro commerciale. Una situazione del genere fa aumentare la tensione anche tra gli stessi commercianti. Ultimamente, secondo voci che girano, un'attività animata di promozione pubblicitaria organizzata da una degli esercenti avrebbe addirittura irritato una vicina di negozio a tal punto da far chiamare i vigili urbani.
La prospettiva di una chiusura del Centro spaventa, e non poco, gli stessi esercizi che stanno fuori dal Centro. Ci sarebbe un effetto domino immediato su tutta via della Lucchina e via Panizzi.
Allora, come comitato, noi vogliamo lanciare proposte per salvare il Gulliver pur sapendo che non è facile vincere le resistenze culturali radicate e insite in coloro che sono proiettati soltanto verso il "business".
La chiave di una rinascita, o quantomeno di un tentativo di rinascita del Centro commerciale Gulliver sta, a nostro avviso, in queste tre parole: "Corporate Social Responsability" ossia "Responsabilità Sociale d'Impresa".  Essa è una manifestazione della volontà delle imprese di gestire efficacemente le problematiche d'impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività, principi questi che sono promossi anche dalle organizzazioni internazionali come l'OCSE e l'ONU (ed Agenzie come l'ILO).
La strategia della Responsabilità Sociale D'impresa ha l'obiettivo di cogliere anche un vantaggio competitivo e massimizzare gli utili di lungo periodo. Avrebbero una marcia in più le imprese che assumono comportamenti responsabili verso la comunità territoriale nel quale vivono e operano i diversi portatori di interesse.
Il Centro commerciale Gulliver non sembra aver mai pensato "in grande" su questo tema. Lo vediamo dalle antenne di telefonia mobile sul tetto che significano soltanto decine e decine di migliaia di euro a vantaggio esclusivo della proprietà (molto ?) e dei suoi negozianti  (poco ?). Mentre i cittadini, i bambini degli asili circostanti, i parrocchiani di Santa Maddalena ne ricevono solo gli effetti ambientali inquinanti. Lo si vede anche dalle discariche a cielo aperto sul retro del Gulliver, in via Camilla Ravera, dal cantiere di lunga durata teso a nuovi profitti di natura immobiliare da parte del costruttore.
Insomma il Centro Gulliver avrebbe bisogno di una spinta innovativa verso la Responsabilità Sociale. A nostro avviso i commercianti inquilini e la proprietà dovrebbero cominciare a pensare in un'ottica nuova, per evitare il flop e ricucire un rapporto con la comunità in chiave etica e di sviluppo sociale, oltre che commerciale.
Perchè allora non allacciare una collaborazione con Comune, Municipio, Istituzioni Biblioteche di Roma e comitati di quartiere?
Ricavare dai locali vuoti, all'interno del centro commerciale, spazi di socializzazione e di cultura, realizzare una grande biblioteca con sala di lettura e un centro multimediale dove si studia, si cerca un libro, dove i giovani gratuitamente possono sentire musica, guardare un video, utilizzare postazione internet.
Un centro commerciale che diventi un grande polo di attrazione per tutto il quadrante nord ovest capace di fare mercato e cultura nello stesso tempo organizzando eventi, promuovendo "giornate della socializzazione" con dibattiti aperti sulla tutela dell'ambiente, sulla raccolta differenziata, sulla cittadinanza attiva e sulla solidarietà comunitaria. Solo così, a nostro avviso, si potrà sventare il rischio di una chiusura del Gulliver. Siamo disponibili ad organizzare un'assemblea di quartiere su questo tema, magari nella sala teatro della parrocchia limitrofa, e siamo certi che il parroco ci darà la sua disponibilità.
Ecco... abbiamo lanciato una proposta per salvare il Centro Commerciale di Ottavia dal rischio chiusura, adesso aspettiamo segnali, speriamo positivi, in primis da parte dei commercianti del Gulliver stesso, e poi da tutti i cittadini, organizzati e non, di Ottavia, Lucchina, Palmarola, Sant'Andrea, Selva Candida ecc ecc. Se volete scriveteci via email a:  pianopartecipato@libero.it

Comitato Lucchina e Ottavia 
Aderente al Coordinamento Comitati Roma Nord




venerdì 6 aprile 2012

Il Municipio XIX riapra l'asilo nido di via Alfonso Gallo

Recinzione finita, cancello verniciato.. ma quando riapre?
Una storia lunga quella della ristrutturazione dell'asilo nido di via Alfonso Gallo a Ottavia. Un cantiere infinito, i soldi che non si trovano per completare i lavori, un servizio che rimane chiuso e un cancello che è rimasto per lungo tempo aperto di notte e di giorno a possibili vandalismi o occupazioni. Il tg Lazio che fa un servizio e il giardino che diventa una discarica a cielo aperto. Oggi sembrerebbe che le cose si stiano rimettendo nel verso giusto. La recinzione è stata rifatta, il giardino è stato ripulito. Quello che manca è un annuncio ufficiale, e stavolta veritiero, del Municipio XIX sui tempi di riapertura. E noi ci auguriamo che le famiglie di Ottavia da settembre prossimo possano contare di nuovo su questo prezioso asilo nido storico del quartiere.
Comitato Lucchina e Ottavia
Il cartello dei lavori originario non rispettato
,,.come era qualche mese fa

mercoledì 4 aprile 2012

Ottavia e le insidie alla salute dei cittadini. L'Arpa deve intervenire

Via Trionfale: condominio saturo di elettrosmog
"Sopra i 3 microtesla non è consentita alcuna destinazione di edifici ad usi residenziali": attraverso la legge 36/2001, lo Stato ha fissato dei limiti di esposizione umana all'inquinamento elettromagnetico generato dagli elettrodotti. Lo ha detto il dott. Tommaso Aureli durante un convegno a Campagnano. Egli ha dichiarato pubblicamente  che nei passati Piani Regolatori Urbanistici molti comuni hanno trascurato quella norma e hanno consentito edificazioni vicino a sorgenti elettromagnetiche non compatibili con la residenzialità. Nel 1995 l’Istituto Superiore di Sanità definì i campi elettromagnetici come probabili cancerogeni in un rapporto da cui si legge: “questi studi …. indicano in modo coerente un incremento del rischio di leucemia infantile in relazione ad esposizioni a livelli di induzione magnetica di 0.2microtesla”.
Oggi, a Ottavia, ci sono edifici residenziali e scuole a ridosso di elettrodotti senza che siano state prese misure adeguate di tutela della salute come le fasce di rispetto della distanza o i monitoraggi dei campi generati dalle varie linee elettriche esistenti: elettrodotti, treni, cabine elettriche.
Antenne sul Centro commerciale
Antenne sul cinema Starplex
Il Comitato Lucchina e Ottavia chiede pubblicamente alla sezione provinciale di ARPA Lazio di voler programmare un monitoraggio urgente del quartiere Ottavia e Lucchina posizionando centraline di misurazione che riguardano le onde elettromagnetiche sia di bassa che di alta frequenza. Considerando la pericolosa sussistenza combinata e cumulata di elettrodotti che attraversano le scuole, di numerose stazioni radio base per la telefonia mobile e delle linee elettriche per il trasporto ferroviario.


Comitato Lucchina e Ottavia
Aderente al Coordinamento Comitati Roma Nord


domenica 1 aprile 2012

Elettrosmog: Il Comune di Campagnano si mobilita contro le antenne


Nel corso del convegno tenuto sabato 31 marzo presso il Palazzo del Comune, il Sindaco di Campagnano Romano, Francesco Mazzei, ha annunciato l'avvio di una campagna di misure dell'inquinamento elettromagnetico nel proprio territorio. Il monitoraggio sarà effettuato in collaborazione con l'Agenzia Regionale Protezione Ambiente del Lazio, rappresentata nel Convegno dal dott. Tommaso Aureli della sezione provinciale di Roma.
L'iniziativa istituzionale e pubblica di informazione organizzata dal Comune di Campagnano e l'annuncio del Sindaco Mazzei hanno un valore simbolico particolare perché spezzano il silenzio e l'inerzia di tutti i comuni limitrofi e dei due municipi romani che nello "Studio Marconi" disposto dalla Procura di Roma risultano colpiti dall'inquinamento di Radio Vaticana. Infatti i Sindaci di Roma, Formello e Anguillara , i presidenti dei municipi XIX e XX, pur avendo ricevuto la petizione con migliaia di firme da parte del Comitato Bambini Senza Onde e pur avendo ricevuto l'invito a partecipare al Convegno hanno scelto la strada passiva della "diserzione".  Una sala comunale gremita e un alto livello di interventi tecnici, tra i quali quelli "istituzionali" dei dirigenti Ispesl, prof. Livio Giuliani e Umberto Sacerdote, del dirigente ARPA Lazio, dott. Tommaso Aureli, del medico pediatra della ASL RMF, dott. Franco De Luca e quelli dei comitati tra i quali Augusto Rossi del Comitato Bambini Senza Onde e l'ing. Raffaele Capone, Presidente del Coordinamento Comitati Roma Nord, il quale ha fatto una puntuale cronistoria della vicenda giudiziaria, di tutte campagne di misure e degli studi epidemiologici effettuati nel territorio circostante gli impianti di Radio Vaticana. Alessio Ramaccioni, giornalista di Radio Città Aperta, nel suo intervento ha evidenziato come, nonostante una condanna passata in giudicato nei tre gradi di giudizio (fino alla Cassazione), persistano tuttora le molestie ai danni delle persone da parte dell'emittente vaticana.
Il medico pediatra della ASL RMF, dott. Franco De Luca, ha sinteticamente ripercorso la storia dei megaimpianti trasmittenti durante gli anni 50, all'epoca della guerra fredda: "C'era una sorta di competizione internazionale ad... LEGGI TUTTO E GUARDA LE FOTO