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mercoledì 13 giugno 2012

Radio Vaticana, una nota del Coord. Comitati Roma Nord

In merito al problema elettrosmog prodotto dalle antenne di Radio Vaticana, lo studio epidemiologico disposto dal tribunale di Roma ha rilevato che fino a 12 km di distanza esiste un rischio leucemie di oltre 4 volte superiore all'atteso.  Il nostro quartiere non è immune dagli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche.  Riportiamo di seguito la nota diffusa stamane dall'Associazione Coordinamento Comitati Roma Nord alla quale questo comitato aderisce:


LE ANTENNE E IL MODERNO "ATEISMO" DI RADIO VATICANA
In una traversa della via Braccianese, via Signorelli, non molto distante dalla gigantesca antenna rotante ad onde corte, qualche giorno fa è volato in cielo un altro angelo, una bambina di 12 anni, colpita, come tante altre persone di Cesano e dintorni, da leucemia. Sulla stessa via ci sono altri due malati di leucemia: una persona adulta e una bambina di 20 mesi (fonte corriere.it). Si tratta di un punto geografico preciso della via Braccianese dove, qualche anno fa, una trasmissione televisiva rilevò in un'abitazione che le luci dell'albero di natale si accendevano da sole senza corrente elettrica.
Secondo il Codacons, l'annuncio di Padre Federico Lombardi sul cambio di tecnologia di trasmissione verso Europa ed Americhe "sarebbe tardivo e rappresenterebbe un'ammissione di colpa". Il Comitato Bambini senza Onde, giustamente, ha espresso le proprie riserve "in attesa di valutare lo stato di pericolosità sanitaria". Mentre dal Campidoglio, istituzione perennemente assente dal problema dei suoi cittadini e dai procedimenti giudiziari, si esulta per l'annuncio e si esalta l'operato dell'emittente attribuendole "una grande attenzione per il popolo romano e per l'ambiente".
Ci dovrebbe spiegare il Sindaco Alemanno come riesca ad avventurarsi in affermazioni del genere quando i tribunali italiani, in 3 gradi di giudizio, hanno condannato i responsabili di Radio Vaticana per l'inquinamento prodotto con le emissioni.
Il silenzio incurante sulla continua morte prematura di creature innocenti nel territorio intorno a Santa Maria di Galeria sembra quasi la rappresentazione rovesciata dell'ateismo descritto nella "Gaia scienza", una delle opere più significative di Nietzsche. L'autore drammatizza il messaggio della morte di Dio con il noto racconto dell'"uomo folle" che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: "Cerco Dio! Cerco Dio!". Poi, di fronte a quelli che non credevano e gridavano e ridevano in gran confusione, il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi gridando: ".. Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? ... Dio è morto! Dio resta morto! e noi l'abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremo noi lavarci?..."
In questi giorni i politici locali e i media sono tutti presi dal problema dei rifiuti e della localizzazione delle discariche. Radio e televisioni ne parlano a getto continuo e giustamente si fa a gara tra sindaci, vice sindaci, consiglieri regionali e deputati a chi alza più forte la voce per salvaguardare Villa Adriana da un'eventuale discarica a Corcolle, chi per salvaguardare Riano da una eventuale discarica a Pian dell'Olmo ecc ecc. Discariche che, ovviamente, destano rabbia tra gli abitanti per l'evidente degrado ambientale che provocano, per i rischi alla salute, per il maleodorante olezzo che emanano nel territorio circostante, per le migliaia di volatili che accorreranno in cerca di cibo e che depositeranno nel tempo tonnellate di escrementi...
La "discarica di antenne" di Santa Maria di Galeria è invece una discarica "sui generis".  Una discarica senza uccelli, quasi profumata di sacro, geometricamente ordinata, divinamente elevata.  In questo caso i politici non fanno a gara nello stare a fianco dei cittadini perchè un loro interessamento farebbe perdere qualsiasi campagna elettorale. Basti ricordare l'ex ministro dell'Ambiente Willer Bordon che, dopo essersi esposto nel governo Amato minacciando il distacco della corrente all'emittente vaticana, è rimasto folgorato ed è sparito da anni dalla scena politica. 
E' innegabile, comunque, la relativa novità dell'annuncio stampa, fatto ieri dalla Radio Vaticana, in cui si afferma la volontà di voler ridurre certi tipi di trasmissioni ma, alla luce delle evidenze epidemiologiche emerse in sede giudiziaria, rimane l'oscurità e ambiguità di quel passaggio in cui si dice "..Nei prossimi anni, poi, si prevedono ulteriori riduzioni delle trasmissioni in Onde Corte, ”tenendo però sempre presente il dovere di servire con particolare attenzione quelle aree e popolazioni piu’ povere o in situazioni di difficoltà (in particolare in Africa, nel Medio Oriente o in Asia), che non hanno altre vie alternative per ricevere capillarmente la voce del Papa e della Chiesa”. 
Allora, forse, un'iniziativa più sensata, che confermerebbe la buona fede e la buona volontà di quell'annuncio, potrebbe essere l'apertura dell'emittente ad un dialogo con cittadini e i comitati locali per la costituzione e l'avvio di un tavolo tecnico partecipato dove lo spegnimento delle trasmissioni e il cambio delle tecnologie venga certificato in maniera trasparente. In quella sede, forse, i fatti e le parole potrebbero trovare la giusta sintonia.
13 giugno 2012
 Raffaele Capone e Domenico Ciardulli
Coordinamento Comitati Roma Nord

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