Per contatti: pianopartecipato@libero.it - fax 0623316920 posta: via Stazione di Ottavia 73B Roma. Leggi qui: Lo Statuto


mercoledì 4 luglio 2012

Chi vuole la morte del Gulliver ?

Il cesso vicino ad un materasso. Emblema di un tramonto
Secondo quanto riferito da alcuni esercenti del Centro Gulliver, per riparare il sistema di climatizzazione sarebbe sufficiente una spesa di poco più di un migliaio di euro. Alcuni commercianti si sarebbero offerti qualche giorno fa di pagare direttamente un tecnico disponibile che avrebbe già fatto un lungo sopralluogo per stabilire un preventivo, ma, in extremis, l'intervento di riparazione non è stato permesso perchè si attenderebbe la disponibilità dei tecnici "ufficiali".
Fatto sta che negli androni, negli spazi e nei corridoi comuni, la temperatura ambientale è calda e inadeguata, con l'eccezione di pochi negozi autorganizzati.
Durante l'anticiclone "Scipione" e il "Caronte", il Centro Gulliver non era un'oasi di frescura accogliente per anziani, bambini, cittadini oppressi dall'afa, come lo sono tutti i centri commerciali, ma era come se  la struttura respingesse chiunque fosse alla ricerca di un ambiente ottimale dove fare spesa, mangiare un gelato, prendere un pezzo di pizza in attesa della proiezione cinematografica. A ciò si aggiunge il guasto da diverso tempo di alcune scale mobili che non funzionano, di servizi igienici che lascerebbero a desiderare (secondo alcune segnalazioni che abbiamo ricevuto).  L'effetto evidente e conseguente è un minore afflusso di gente, quindi minori introiti per molti commercianti.
un recente incendio notturno proprio in questo luogo
Due delle 4 stazioni radio base visibili sul tetto
Riteniamo che sia un grave danno non solo per i negozianti ma anche un danno alla comunità territoriale che ospita il centro. Un danno che non è solo ravvisabile nell'inadeguato microclima ambientale di un centro aperto al pubblico ma è anche tutto ciò che si rileva intorno, lo stato di fermo da lunga data dei cantieri, i tanti locali sfitti e inutilizzati, i depositi di calcinacci e immondizie visibili, l'accumulo di materiale infiammabile non prontamente smaltito su via Camilla Ravera, le stazioni radio base per la telefonia mobile che continuano a inquinare dai terrazzi il quartiere della Lucchina. Ci sarebbe da dire che il grande paradosso di queste antenne è che esse procurano certamente introiti ingenti ai soggetti che hanno concesso la servitù sui terrazzi ma alcuni proprietari di negozi ci riferiscono che non sono mai riusciti a sapere esattamente quanto si ricava da queste antenne e chi ne beneficia.
In effetti, il regolamento condominiale sembrerebbe distinguere tra terrazzi di proprietà comune e terrazzi privati ad uso esclusivo anche perchè alle origini operava un grande consorzio successivamente andato in fallimento. Ma allora ci chiediamo se i pignoramenti per morosità effettuati presso terzi da ditte creditrici, o anche eventuali sequestri giudiziari per inchieste in corso, abbiano mai toccato gli introiti derivanti dalle compagnie telefoniche che hanno la servitù dei terrazzi (?)
Quanto sta accadendo, il disinteresse degli interlocutori alla nostra proposta di uno sportello anagrafico municipale all'interno del Centro, le immagini di degrado che vedete, suscitano un interrogativo inquietante:  Chi vuole la morte del Gulliver?
Noi auguriamo a colui o a coloro che hanno in mano il destino di questo gigante commerciale di avere un sussulto di dignità e di fantasia che li aiuti a ridare ossigeno agli operatori in crisi e agli utenti sbigottiti da questo andazzo.

Comitato Lucchina e Ottavia
Aderente al Coordinamento Comitati Roma Nord

Nessun commento:

Posta un commento

Rispondi indicando il tuo nome