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domenica 11 novembre 2012

300 metri di strada Romana nel sottosuolo della Lucchina

area verde attrezzata, sotto di essa i resti archeologici
"Una strada antichissima che i romani hanno basolato intorno al I secolo d.C. e che un giorno forse messa in luce costituirà un ornamento di pregio per il quartiere e non solo." Racconta Nando Maurelli nel suo libro "Ottavia, un centro, una periferia" che l'area di verde compresa tra via Luisa Spagnoli e via Esperia Sperani conserva sotto il sentiero che la percorre, un'importante scoperta archeologica che, a suo tempo, non è stata valorizzata e approfondita nella sua interezza.
Noi vogliamo riportare sul nostro blog una sintesi del racconto del prof. Maurelli proprio per evidenziare i gravi errori che sono stati fatti allora dalla Soprintendenza e dal Comune.  Vorremmo che non si ripetessero gli stessi errori con i nuovi programmi urbanistici.

Nel 1986, "durante la posa del collettore fognario in località Lucchina, proveniente dal Piano di Zona 72 bis Ottavia-Nord venne alla luce una strada romana".
Il tracciato si trovava "esattamente sotto il sentiero poderale che dalla villa dei Colonna procedeva in direzione sud est tra due file non sempre contigue di grandi pini e di sughere".
L'antico tracciato in quel punto era a circa 5 metri sotto il livello del terreno ed era largo 2,50 metri. Con la collaborazione della ditta, furono portati alla luce 10 metri di strada. Sui due lati si alzava uno zoccolo alto una quindicina di cm.. Sul lato sud, invece, a mezzo metro dalla strada e a parallelo a questo c'era un muro alto venti cm e largo 70 nel quale correva una canaletta per il drenaggio delle acque: il muro era costruito in mattoni e in alcuni punti aveva un intonaco.
parco giochi su via Sperani sopra la strada romana
La strada poggiava in una depressione e sul lato nord era scavata nel tufo; i basoli poggiavano su una massicciata fatta di pezzi di tufo e selce e costituivano uno strato di circa trenta cm. posto sul banco di tufo.
Qualcuno ha sostenuto che si trattasse di un'antica strada etrusca che in seguito i Romani usarono e vi posero il selciato.
Di fronte a questi importanti ritrovamenti, fu necessario ricorrere alla magistratura per far prendere coscienza e poterli salvare perchè tutti, Soprintendenza compresa, volevano dimenticarla. Intanto insieme ai curiosi, corsero sul posto, soprattutto di notte, dei folli abusivi e poco per volta tutto ciò che circondava la strada fu messo sottosopra e distrutto. Vennero rotte le crepidini (marciapiedi ndr), sistematicamente e oltre ogni misura; il muro dove era la canaletta fu anch'esso distrutto e le pareti della fossa nelle quali giaceva la strada furono scavate in tutte le direzioni. Qualcuno pensò bene di fare dello scavo una discarica abusiva...
Allo scempio dei privati si aggiunse quello delle pubbliche amministrazioni. La Soprintendenza Archeologica di Roma non ritenne opportuno intraprendere una campagna di scavi, perchè priva di mezzi finanziari e perchè in fondo, una strada romana, trovata in un Piano di Zona, e quindi anche un po di impaccio alla prosecuzione dei lavori era ben poca cosa rispetto al Colosseo e alla colonna di Traiano allora in restauro.
Gli archeologi, invece, più sensibili delle Istituzioni a cui appartengono, chiesero alle cooperative che avevano i loro comparti  nelle vicinanze della strada Romana, di fare dei sondaggi per vedere se questa proseguiva nel sottosuolo e fino a dove.
strada romana su via della Stazione di Ottavia
I risultati furono positivi: la strada proveniente da alcuni ruderi visibili nelle vicinanze della casa dei Colonna si dirigeva dritta come un fuso in direzione Sud-Est verso via della Stazione di Ottavia. Gli archeologi ipotizzarono circa trecento metri si strada posta in media a oltre 4 metri sotto il livello del suolo. Nel tratto scoperto fu trovata una moneta che risaliva al periodo della Repubblica precisamente all'89 a.C.
... A più di dieci anni da quella vicenda il Comune din collaborazione con la Soprintendenza hanno progettato di porre qualche rimedio al danno:  l'area vincolata è attualmente verde pubblico; ed è stata attrezzata; la strada ormai ricoperta è segnalata in superficie e i cittadini di Ottavia e Lucchina si godono uno spazio di verde sotto cui giace un altro tesoro. Una parte della nostra storia. (N. Maurelli Ottavia un centro, una periferia p. 139-140)

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