Per contatti: pianopartecipato@libero.it - fax 0623316920 posta: via Stazione di Ottavia 73B Roma. Leggi qui: Lo Statuto


giovedì 1 novembre 2012

Ottavia e l'Acquedotto di Traiano Paolo

http://users.ox.ac.uk/~corp0057/traiana.jpg
"Se in prossimità della grande cisterna dell'Acea, situata tra Borghetto Trionfale e MonteArsiccio, l'"aqua" Traiana non esiste più, circa un chilometro a monte, dove c'è il sottopasso di via dell'Ipogeo degli Ottavi, proprio durante i lavori per la sua realizzazione nel 1998, è venuto alla luce un bel tratto di acquedotto a cui ne nel '600 nè nell'800 nessuno vi ha messo mano. La Soprintendenza Archeologica ha potuto così ispezionare il condotto di epoca romana rimasto intatto e funzionante ancora. Dunque c'è da ritenere che i restauri siano stati fatti solo là dove ce n'era bisogno e che parti di questa via d'acqua funzionino da quasi 2000 anni...." (N. Maurelli -Ottavia un centro, una periferia- p. 76) .

Quindici anni prima, "nel 1983, scavi lungo la via Trionfale all’altezza del km 7,500 (Montemario) portarono alla luce le tracce dell’acquedotto Traiano-Paolo. Alla profondità di 3,40 metri sotto il piano di calpestio attuale, furono scoperte due condotte: una attiva, realizzata nel secolo scorso, che si innestava in un’altra più antica, realizzata in opera a sacco spessa 55-60 centimetri con volta intonacata di bianco. Lo speco era largo 1,70 metri e la sua muratura era realizzata con lacerti di selce, tufo, frammenti ceramici e laterizi; questo materiale era costituito dalle macerie dell’acquedotto" (P. Serra-Tesi di Laurea Tor Vergata 2009).
A circa 10 metri da questo tratto, a via dell'Acquedotto del Peschiera 135, presso il Centro Potabilizzazione ACEA, si conserva, sempre nel sottosuolo, a una profondità di 3,20, un altro tratto dell’acquedotto.
http://ancientcoins.narod.ru/rbc/sest/trajan/608.jpg

"L’acquedotto di Traiano è stato il penultimo in ordine di tempo degli undici grandi acquedotti che rifornivano Roma antica. Inaugurato nel 109 d.C, è rimasto praticamente sempre in funzione. All’inizio del Seicento Paolo V (da cui prende il secondo nome- ndr) lo fece restaurare. L’acquedotto papale prendeva però l’acqua dal lago di Bracciano, come fa ancora all’incirca il condotto attuale, mentre l’acquedotto romano captava lungo il suo percorso le acque delle sorgenti che alimentavano il bacino. Per celebrare la sua opera, Traiano fece coniare anche delle monete sulle quali è raffigurata l’immagine semisdraiata di un dio fluviale sotto un grande arco affiancato da colonne. Per secoli si è creduto che l’immagine rimandasse alla mostra d’acqua che l’imperatore avrebbe costruito sul Gianicolo, anticipando di 1500 anni il fontanone di Paolo V. Ma forse - è l’ipotesi suggestiva di Michael e Ted O’Neill, padre e figlio, documentaristi per la Meon Htdtv Productions Ltd- quello raffigurato sulla moneta è proprio il ninfeo grotta di Bracciano, che ora, è la speranza di Ted e Michael che per questo si sono rivolti alla soprintendenza, dovrebbe essere studiato e restaurato.  Gli O’Neill  hanno scoperto nel 2010 il Caput Aquae dell’acquedotto di Traiano, ovvero la prima sorgente del percorso attorno al lago di Bracciano dell’acquedotto inaugurato nel 109 d.C. per servire la zona urbana di Trastevere. " (IlMessaggero 24/1/2010)

Associazione Culturale
Lucchina e Ottavia

Nessun commento:

Posta un commento

Rispondi indicando il tuo nome