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martedì 26 marzo 2013

Il momento di occuparci dei bambini

Lettera al Corriere della Sera di  Vincenzo Spadafora, Garante nazionale dell'Infanzia

Caro direttore,
sono quasi due milioni i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie povere, 800mila quelli sotto la stessa soglia di povertà. A loro vengono negati i diritti fondamentali: istruzione, salute, inserimento sociale. Nei 15 mesi dalla nascita di questa istituzione che porta un nome e una responsabilità pesanti (Autorità garante per l'Infanzia e per l'adolescenza) ho incontrato volti e storie di bambini che chiedono una sola cosa: un presente e futuro migliore. Non possono essere loro a pagare gli effetti della crisi economica e dei mancati investimenti. Il malessere sociale è forte, il disorientamento dei ragazzi si tocca con mano, basterebbe ascoltarli per capire quanto sia diffuso. Come intervenire?
Ecco il senso profondo di questa lettera: il Parlamento appena insediatosi e il prossimo governo mettano tra le priorità della propria agenda bambini e adolescenti.
Risolvano lacune questioni sul tappeto. Occorre:
garantire ad ogni bambino e adolescente strumenti e risorse per un livello di vita dignitoso
-  definire i livelli essenziali delle prestazioni, senza disuguaglianze nell'acceso a opportunità e diritti (il   doloroso divario Nord-Sud)
- investire nel sostegno allo studio e rimuovere le cause della dispersione scolastica
- assicurarte il diritto alla cittadinanza dei figli di immigrati residenti in Italia
promuovere la riforma della giustizia minorile
fare in modo che le politiche per l'infanzia e l'adolescenza abbiano una chiara regia, evitando che l'eccessiva suddivisione delle competenze sia sinonimo di dispersione delle risorse col rischio di compromettere i risultati.
Non tutte queste proposte necessitano di ingenti risorse, ma tutte hanno certamente bisogno di un Parlamento e di un governo con una visione chiara sulle prospettive da dare all'Italia e alle nuove generazioni. Chiedono un presente e futuro migliore. Facciamo di tutto per non deluderle.

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