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sabato 23 marzo 2013

Papa Francesco e la libertà del gabbiano


Articolo di Giorgio Ricci,  Ordinario di biochimica Università di Tor Vergata

Quando mercoledì scorso un gabbiano si è posato sul comignolo della Cappella Sistina, un brusio misto a risate si è levato da piazza S. Pietro gremita fino all'inverosimile da pellegrini in attesa. Da quel comignolo, proprio da quello, ci si aspettava da un momento all'altro la fumata (bianca o nera che fosse) che comunicasse al mondo l'esito del Conclave. E' invece apparso lui. Questo gabbiano è stato inquadrato per lunghi minuti dalle televisioni di tutto il mondo e la sua immagine è apparsa a milioni di fedeli di tutte le nazionalità. Certo quella piccolissima piattaforma metallica neppure piatta ma conica, non doveva rappresentare una confortevole sistemazione per riposarsi, tuttavia e con grande sorpresa di tutti, il gabbiano in questione non ne voleva sapere di volare via. E' rimasto così per più di trenta minuti e pareva osservare dall'alto con aria distratta la sterminata folla che gli stava di fronte. Questo strano evento mi ha profondamente colpito. Si tratta forse di un segno premonitore, di un simbolo per l'umanità in attesa?
In quei momenti mi sono ricordato che l'immagine del gabbiano è, come le api e il pastorale, emblema di Sant'Ambrogio, patrono di Milano. Allora è chiaro... il nuovo pontefice sarà certamente il Cardinale Scola. Mi sbagliavo. E' vero, quel gabbiano simboleggiava qualcosa... ma non il nome del nuovo pontefice ma qualcosa di più importante per tutta l'umanità.
In tutta la tradizione sia religiosa che laica il gabbiano è infatti il simbolo della libertà, perché vola negli spazi sconfinati del mare e degli oceani. Nel libro di R. Bach "Il gabbiano Jonathan Livingstone"  il protagonista è un giovane gabbiano che compie un viaggio di ricerca interiore verso il senso dell'esistenza, verso l'esperienza e l'accettazione della vita. Innalzandosi sulle onde del mare questo uccello diventa il simbolo della libertà che non può essere limitata in alcune modo e che conduce all'accettazione totale della propria esistenza.
Questo nuovo Papa, Francesco, sembra incarnare e realizzare pienamente questo straordinario dono che si chiama libertà. Fin dalle sue prime parole ha scardinato con un solo colpo e davanti al mondo intero una serie di stereotipi e di costrizioni che per troppo tempo hanno limitato e costretto l'agire di molti Papi. Con i suoi gesti e le sue parole è arrivato come una spada affilata a colpire il cuore di credenti e non credenti, umili e potenti, parlando non da Papa, ma da fratello dell'umanità.
Abbiamo sentito improvvisamente un sapore a cui non eravamo più abituati, il sapore della libertà. Cristo ha detto io sono sono la Verità, e la Verità vi farà Liberi. Allora che dire?
Benvenuto signor gabbiano, benvenuto Papa Francesco... benvenuta libertà!

(Fonte Corriere della Sera di Venerdì 22 marzo 2013)

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