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domenica 21 aprile 2013

Scuole di Ottavia a rischio? Una mamma ci scrive....:


Ci ha scritto una mamma i cui figli frequentano le scuole di Ottavia e Sant'Andrea:

"Vi scrivo per mettervi al corrente di una situazione a mio parere scandalosa presente nel XIX municipio di Roma ma probabilmente anche negli altri municipi.
Sarete sicuramente a conoscenza del progetto DIGIT ROMA Wi-fi libero, promosso e pagato (è costato ben 2 milioni di euro…) dal Comune di Roma che prevede la realizzazione di un gran numero di ‘hot spot’ in giro per Roma in prossimità dei quali il cittadino o il turista può collegarsi gratuitamente ad internet. Il comune ha pensato bene di creare questi hot spot anche nelle scuole contando sul fatto che gli edifici scolastici sono di sua proprietà e che, quindi, secondo il suo parere, può disporne come meglio crede. Che ha fatto, quindi? Ha installato router ed antenne in numerosissime scuole materne, elementari e medie. Nel nostro municipio quasi tutte le scuole sono state digitalizzate. Nella scuola frequentata dai miei bambini (l’IC PabloNeruda di via Casal del marmo e via Ascrea) tali dispositivi sono stati collocati nelle immediate vicinanze delle aule, sulle pareti delle aule della materna dove si trovano per 8 ore al giorno bambini anche più piccoli di 3 anni.
Oltre al danno, anche la beffa… questo servizio non serve a nessuno poiché il segnale emanato da questi dispositivi non arriva fuori dalla scuola (si percepisce fino a metà cortile poi scompare), alla scuola non serve poiché è già servita da una rete cablata di connessione ad internet, men che mai serve a dei bambini così piccoli che invece sono esposti continuativamente alle onde elettromagnetiche diffuse da questi router.
Come genitori abbiamo agito su due fronti: abbiamo raccolte le firme e mandato una lettera di diffida al Comune (che allego) chiedendogli di rimuovere i dispositivi e abbiamo fatto pressioni sulla preside affinché spegnesse i router in attesa di un intervento del Comune. Non abbiamo ottenuto nulla. Nessuna risposta dal comune, risposta negativa della preside (prof.ssa F. Sannino) che si trincera dietro un ‘Non lo posso fare, rivolgetevi al comune’.  E ai bambini chi ci pensa?
Abbiamo fatto riferimento nelle nostre istanze alla risoluzione del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo che raccomandano l’utilizzo di reti cablate al posto di quelle wireless proprio perché i bambini sono più esposti ai danni causati da tali tecnologie, alla risoluzione dell’ICEMS che raccomanda l’applicazione del principio di precauzione in presenza di bambini, alle dichiarazioni dell’AIRC che considera le onde elettromagnetiche ‘potenzialmente cancerogene’, oltre a sottolineare che le apparecchiature wireless indoor sono di gran lunga più dannose di quelle esterne soprattutto se permangono in tali luoghi per molte ore persone e soprattutto bambini.  Come possiamo agire per risolvere tale problema?
Vi allego la lettera che abbiamo scritto sia al DIP.IV Comunicazione e diritti dei cittadini, sia al DIP XIII – Risorse tecnologiche all’assessore Luigi Di Gregorio.
Rimango in attesa di vostre informazioni e consigli.
Grazie mille".
Alessandra

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