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domenica 12 maggio 2013

I grandi delitti nella storia di Ottavia

Intorno al 1985 in un appartamento di via Pier Luigi Galletti, a Ottavia, un uomo è morto ucciso da un colpo di pistola.
Si trattava di un uomo che non aveva commesso alcunchè, ma che si trovava lì perchè aveva accompagnato un amico di montemario a risolvere una contesa tra un proprietario venditore  e un acquirente dell'appartamento di cui già era in possesso che non saldava il debito per l'acquisto.
In un momento di agitazione del gruppo dalla pistola posseduta da chi era venuto da Montemario a risolvere la lite, è partito un colpo di pistola accidentale che ha colpito a morte colui che non c'entrava nulla e che era presente lì per puro caso. Il "pistolero fu arrestato e scontò un paio d'anni di carcere.
Tornando indietro nel tempo, intorno alla metà degli anni 60, il nostro quartiere fu al centro delle cronache nazionali. Troupe televisive, cronisti di tutti i quotidiani e testate radiofoniche si precipitarono in massa su via della Lucchina accalcandosi al cancello di un condominio corrispondente al civico n. 6.  I cronisti volevano spiegare all'opinione pubblica italiana le ragioni di un delitto apparentemente assurdo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso nel rapporto già compromesso tra due vicini di casa è stato il quotidiano canto di un gallo che caratterizzava l'alba di tutte le mattine.
Un uomo profondamente disturbato da quel canto ha deciso di imbracciare un fucile e di uccidere senza pietà il padrone del volatile dopo aver atteso il suo ritorno davanti al condominio.
Un altro atroce delitto era avvenuto una quindicina di anni prima ed aveva attirato, con il suo lungo processo giudiziario, l'interesse dell'opinione pubblica italiana.
Racconta "Maurizio", un nostro testimone privilegiato che era scoppiata una lite presso un'osteria denominata Gazzella che si trovava sulla via Trionfale all'altezza della vecchia stazione, dove adesso c'è una pizzeria gestita da egiziani e una frutteria (vedi foto).
Era il periodo in cui a Ottavia e alla Lucchina dominavano il principe Colonna con la sua tenuta, il Conte Sansoni e il Conte Manzolini. Quest'ultimo aveva una proprietà che si estendeva dalla Castelluccia fino a Ottavia, dove ora c'è il campo di calcio e zone limitrofe.
La vittima di quel delitto lavorava per i Manzolini e abitava alla Castelluccia con la moglie e un figlio ancora neonato. I due balordi assassini, con i quali c'era stato un alterco giocando a carte, organizzarono di notte la rappresaglia andando a casa: dopo aver ucciso entrambi,  misero il neonato che piangeva attaccato al capezzolo della madre morta.
Questo particolare agghiacciante scosse tutta la popolazione locale, gli assassini, una volta catturati, subirono un lungo processo seguito dai media di allora.


Associazione culturale Lucchina e Ottavia




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