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sabato 17 agosto 2013

La tragedia egiziana spiegata da un cittadino egiziano che vive in Italia

Intervista a Monhamed Ashmawi a cura di ass.ne culturale Lucchina e Ottavia

Mohamed, 58 anni, vive in Italia dal 1977. Conosce 3 lingue e svolge occasionali incarichi di interpretariato in lingua araba in alcune trasmissione televisive. Lo abbiamo incontrato in un bar di via Napoleone III a Roma e gli abbiamo chiesto di descriverci dal suo punto di vista cosa sta succedendo in Egitto. Condivisibili o meno, le opinioni nette e crude di Mohamed sembra rispecchino il pensiero di decine di milioni di cittadini egiziani.

Buon giorno Mohamed! Grazie per aver accettato questo incontro. Potrebbe iniziare spiegandoci chi sono i Fratelli Musulmani?
I fratelli Musulmani, sono una organizzazione politica islamista internazionale istituita nel 1928 dall’egiziano Hassan El Banna, di carattere violento (basti vedere il loro logo, dove in alto c’è il Corano, al centro due spade e in basso la parola arabo (Preparate), che è l’inizio del versetto 60 della  VIII Sura del Corano che recita (Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere] e i cavalli addestrati, per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati.). Quindi il loro slogan è : "Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad "doveroso impegno" è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza".
 Loro si oppongono alla secolarizzazione delle nazioni islamiche, e rifiutano l'influenza occidentale. Per arrivare alle loro finalità si impegnano settori della politica tradizionale, della sanità, dell'insegnamento (educazione secondo l’Islam) e le opere sociali.
Ha sempre lavorato per la islamizzazione delle società, la diffusione dall'alto acquisendo potere politico da una parte e una dal basso da nuclei dalla forte islamizzazione attraverso le moschee.

Negli anni 60 qual'è stata la linea del Presidente Nasser nei confronti dei Fratelli Musulmani?
Negli anni sessanta, Nasser ha sciolto l'associazione e fece arrestare, torturare e giustiziare alcuni di loro.

E dopo? con il Presidente Sadat cosa è successo?
Anche sotto Sadat, nonostante una sua apertura nei loro confronti, hanno scelto la lotta armata, fino ad uccidere Sadat nel 1981, senza che questo porti alla caduta del regime.
 

Quindi vuole dire che lo "sdoganamento" istituzionale è avvenuto solo con il Presidente Mubarak?
Solo con Mubarak, dall’inizio degli anni ottanta, hanno partecipato alle elezioni politiche in alleanza con i partiti laici di opposizione.
Dopo Mubarak continuano ad avere un ruolo importante nel panorama religioso e politico del Paese. Le manifestazioni violente a sostegno del deposto Presidente islamista Morsi, mostrano il volto più estremista dell'organizzazione che, sostenendo pienamente l'ex Presidente, ha favorito una deriva estremista dello Stato Egiziano, deriva non completata grazie al tempestivo intervento dei militari che hanno costretto Morsi alla deposizione.
Il sostegno dell’Occidente, in testa gli  USA, ai Fratelli musulmani evoca nella mente di tanti egiziani il famoso complotto Israelo-occidentale contro l’Egitto e tutto il mondo arabo-islamico, per formare il cosiddetto “ Medio oriente allargato”, composto da tanti piccoli stati che girano nell’orbita occidentale.

Ci spieghi un pò meglio, sempre dal suo punto di vista, questa trama internazionale approfondendo i rapporti con Hamas e con Al Fatah
I leader di Hamas che governano Gaza, a differenza di Al Fatah (in Cisgiordania), sono seguaci dei Fratelli Musulmani (FM). L’ex presidente Morsi (che ha avuto ottimi rapporti con gli USA come molti leader del FM), ha avuto ottimi rapporti con Hamas, aprendo le frontiere tra Gaza e l’Egitto, con il consenso di Israele, e quindi Hamas non ha piu’ sparato missili verso Israele da quando Morsi ha preso il potere in Egitto. Si dice che il piano Israelo-USA-Hamas, prevedeva la cessione di parte dell’Egitto (nel Sinai) ai palestinesi, cosi’ possono lasciare la terra della Palestina (o parte di essa) agli israeliani dove continuano a tutt’oggi a costruire case non curando delle contestazioni (soft) da parte dell’UE e (molto soft) da parte degli USA (dove governano in effetti le lobbies ebraiche).
Quindi Hamas, con la caduta di Morsi, sta combattendo a fianco dei FM contro l’esercito egiziano nel Sinai e non solo. Infatti, le forze di sicurezza egiziane, dopo lo sgombero delle 2 piazze, hanno arrestato alcuni membri di Hamas. Hanno armi automatiche importate dall’estero attraverso la Libia o dal Mar rosso...ecc
Sotto il palcoscenico di Piazza Raba Al Adawiya, dove erano accampati FM, la polizia ha trovato 12 salme nei loro sudari, di persone uccise dopo torture. Erano morti da alcuni giorni prima dello sgombero (coperti di ghiaccio). In alcune bare c’erano armi e munizioni. Questo ci fa capire il livello di violenza che esercitano per il potere politico-religioso.

Dalla caduta di Morsi è stata molto usata la parola "golpe". Secondo lei si tratta di un vero e proprio "golpe militare"?
L’Occidente continua a considerare quello che è  successo un semplice “golpe”, ma in verità non lo è. Trenta milioni di egiziani avevano manifestato per oltre un mese contro l’islamizzazione dello Stato, che, in un anno, ha trasformato la società in una specie di Afghanistan, uomini barbuti e donni coperte con il Niqab (somiglia al Burga), dove si parla poco di economia e commercio e molto di più di religione.

L’esercito ha fatto il suo dovere per proteggere il popolo, poi dopo la formazione di un governo tecnico provvisorio, l’esercito ha lasciato tutto al governo. I Fratelli Musulmani hanno diviso la società in Buoni (religiosi) e cattivi (laici).
Pensa che potrà avere fine questa tragedia egiziana? Si fermerà questo bagno di sangue?
Sono convinto che ci sia un disegno straniero per un "controllo" dell'Egitto. Forse fa comodo che nel medio oriente ci siano tanti piccoli stati instabili e a sviluppo limitato. Ma l'Egitto è un paese che ha un grande potenziale di sviluppo economico, turistico e scientifico. Sono ottimista, il mio paese saprà risollevarsi da questa tragedia, saprà non farsi relegare nella sudditanza verso altri paesi e saprà riprendersi la propria dignità e il ruolo che gli spetta in questo terzo millennio.

Grazie Mohamed per questa intervista. In bocca al lupo!

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