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venerdì 20 settembre 2013

Ottavia: Guerra in tribunale contro le antenne?

Padre Giorgio della parrocchia di Santa Maddalena di Canossa ne ha parlato nell'omelia domenicale ai suoi parrocchiani: "Hanno installato un'altra antenna gigante sopra il cinema Starplex". Un'altra ulteriore sorgente di inquinamento elettromagnetico contro la parrocchia e i suoi parrocchiani.
Il terrazzo del Gulliver sta raggiungendo il guiness dei primati in Italia come lastrico solare più inquinante e inquinato d'Italia per le numerose stazioni radio base che proliferano anno dopo anno.
Ci è stato riferito che sarebbe intervenuta anche la polizia chiamata dai proprietari di un bed and breakfast della vicina via Pintor.

Adesso la prospettiva potrebbe essere la seguente: con il supporto di Padre Giorgio e delle associazioni di quartiere si potrebbe organizzare una grande "class action" di tutti i proprietari di appartamenti intorno al Gulliver ?

Una causa civile collettiva per chiedere la disattivazione, disinstallazione e un megarisarcimento dovuto, non solo per l'incombente minaccia alla salute delle persone, ma anche per l'abbassamento del valore commerciale degli immobili e delle attività commerciali.
La situazione è scritta su una sentenza di tribunale del 2005 citata nel blog dell'ASPPI (Associazione sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari) : l’antenna produce un impatto ambientale assimilabile a quello di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti o di un aeroporto, determinando la svalutazione degli immobili che si trovano in prossimità degli stessi.
In particolare il Tribunale di Bologna rilevava che la lesione del diritto di proprietà è ravvisabile nel pericolo di deprezzamento dell’immobile conseguente all’incertezza scientifica e alla diffusa diffidenza soggettiva circa le conseguenze per la salute derivanti da una persistente esposizione ad emissioni elettromagnetiche come quelle derivanti dalle antenne per telefonia cellulare: tale situazione, prosegue il Giudice, incide direttamente, in termini negativi, sulle valutazioni effettuate dal mercato immobiliare, provocando una situazione di minore appetibilità di un appartamento esposto a tale pericolo rispetto ad altro che ne è esente.
Altrettanto perentorio il Tribunale di Bologna nel riconoscere, quale ulteriore profilo di violazione del diritto di proprietà connesso all’installazione di una stazione radio base, quello psicologico, nel senso di una limitata fruizione quotidiana dell’immobile: infatti vivere in un appartamento con il dubbio che ne possano derivare danni alla salute riduce notevolmente la godibilità dello stesso.

I precedenti giurisprudenziali dunque esistono.  Si potrebbe tentare.
 La voce sta girando e vedremo se ci sarà la determinazione degli abitanti della Lucchina a concretizzare una seria azione legale come forma di resistenza civica contro la violenza di gestori di telefonia, aziende e costruttori a danno dei cittadini, dell'ambiente e del paesaggio.

Domenico Ciardulli
Segretario Coordinamento Comitati Roma Nord



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