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mercoledì 16 ottobre 2013

"L’oro di Roma sotto a montagne di scatole di scarpe"

Intervento di Claudio Ortale, ex consigliere del Municipio XIV (prima XIX)

"Quando venni a sapere della scoperta di un lungo tratto di strada romana a Quartaccio, risalente già al primo secolo avanti Cristo, non potei fare a meno che prendere la moto e la mia compagna per andare subito a vederla. Fu una sensazione davvero fantastica: lastre bianche come il gesso che si susseguivano in modo regolare e che avanzavano per un lungo tratto di almeno cento metri. Sui lati della stessa furono rinvenute anche delle tombe, a forma di nicchie, appartenenti a classi sociali meno abbienti. Ma il camminare in quel luogo aveva qualcosa di speciale e restai a lungo con la mia compagna a parlare di questo nuovo “Oro”, scoperto a neanche trecento metri dalle case popolari di Quartaccio. Come cittadini di zona si cercò subito di attivare dei canali con l’Amministrazione Comunale, il Municipio (allora XIX), con la Sovraintendenza, per la salvaguardia e valorizzazione del sito archeologico. Furono fatte numerose assemblea, partecipatissime, ospitate all’allora Polo Intermundia della scuola adiacente “Andersen”. E come eletto di Rifondazione Comunista feci approvare all’unanimità dal Municipio, il 5 ottobre 2006, un ordine del giorno che si muoveva nel senso indicato dalla volontà generale dei cittadini, attivatisi per la difesa della bellissima strada romana. Tante, tantissime parole e rassicurazioni: “per salvaguardare la strada romana dalle intemperie la metteremo sotto una bella teca” ; “creeremo un bel sito archeologico che collegherà la strada romana al vicinissimo vascone, sempre di epoca romana, rinvenuto anni prima dall’altra parte della strada”; “realizzeremo un bellissimo ed importante archeoparco con tanto di visite guidate da parte delle scolaresche”. Ma, alla fine, ecco la Verità: “per tutelare meglio la strada romana, messa sotto teca, la ingloberemo nel centro commerciale già previsto nel piano esecutivo delle opere da realizzare in loco”; “chiaramente la metteremo in una parte del centro commerciale dove sarà possibile ai visitatori ammirarla in tutte le sue parti ma sotto teca”. Cosa è successo poi di tutte queste “belle parole”(come un tempo si diceva alla Valle dell’Inferno)? Che le case realizzate sono tante ma la gente che le abita, visti i prezzi sempre proibitivi, sono poche ed il centro commerciale è rimasto per lunghissimi anni come un “parallelepipedo enorme” completamente vuoto caduto su Quartaccio; in pratica: una meteorite a forma rettangolare. Sono passato, sempre in moto, davanti alla “meteorite” lo scorso maggio. Sempre vuota e dalla larga vetrata di ingresso si intravedeva benissimo la teca di vetro che proteggeva la nostra bella strada. Ma la scorsa settimana una amico mi dice via sms: “Ma hai visto che fine ha fatto la famosa valorizzazione della strada romana a Quartaccio?”. Incuriosito della cosa, prendo stavolta lo scooter (la moto storica c’è ma la faccio faticare di meno) e vado direttamente in loco. Trovo la meteorite trasformata internamente in un centro commerciale di abbigliamento “low cost” e fino a qui dov’è il problema? Ma da bravo seguace del santo Tommaso, detto anche San Tommaso, decido di raggiungere la zona all’interno delle meravigliosa strada romana, protetta come sempre dalla teca di vetro, così da poterla nuovamente ammirare. Sorpresa: la lunga teca che protegge la strada e ricoperta di montagne di scatole di scarpe e di sedioli kitsch  dove provarle. Di fatto, è stata seppellita per dare spazio alla vendita di scarpe “low cost”. L’ORO DI ROMA, quello che potrebbe anche ridare benessere economico, oltre che culturale, alla nostra bistrattata città, COPERTO SOTTO MONTAGNE DI SCATOLE DI SCARPE! Non resteremo in silenzio davanti a questa ennesima vergogna, la nostra lotta continua."


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