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lunedì 25 novembre 2013

Il nome Ottavia nella storia di Roma

Riteniamo sia interessante una ricerca più approfondita sul nome “Ottavia” nella storia di Roma, a prescindere dalla fondatezza o meno dell'attribuzione dell'Ipogeo degli Ottavi al nome del nostro quartiere.
In apertura del nostro calendario abbiamo già inserito una considerazione di diversa natura, ipotizzando la derivazione del nome dalla seconda moglie del Conte Manzolini, la contessa polacca Ottavia,  la quale si 
distinse per la sua forza e generosità attorno agli anni '30.
Ma questa derivazione diversa è certamente solo un'ipotesi che avanziamo da semplici cittadini e non da esperti archeologi o da storici.
Vorremmo anche menzionare un altro personaggio ben più antico nella storia di Roma: si chiamava infatti Ottavia la prima moglie di Nerone (40- 62 d.c.), morta a 22 anni.
 In fondo, non è lontano l'altro Ipogeo "Tomba di Nerone", che da il nome all'omonimo quartiere.  La zona prende il nome da un monumento sepolcrale, edificato lungo l'antica via consolare Cassia nella seconda metà del III secolo, erroneamente ritenuto la tomba di Nerone a causa di una credenza popolare sorta nel
medioevo. Questo monumento, infatti, è il sarcofago di Publio Vibio Mariano.
Non possiamo certo affermare che ad ispirare il nome di Ottavia al nostro quartiere sia stato il nome della prima moglie dell’imperatore Nerone. Riteniamo comunque utile condividere una riflessione con i nostri lettori.
Ottavia ebbe un destino tragicamente triste, nonostante le sue origini aristocratiche e pur amata dal popolo nel suo ruolo di imperatrice in quanto nobile e virtuosa.
Ella era figlia di Claudio e Messalina, la donna più esecrata della storia romana per i suoi comportamenti libertini. 
Dopo l'uccisione della madre, Claudio sposò Agrippina, il cui figlio Lucio Domizio Nerone appariva simpatico a Ottavia, giocava volentieri con lui e ne apprezzava la bizzarra fantasia. Rimase però sorpresa e la sua vita ebbe una svolta, quando le fu annunciato il fidanzamento con Nerone, in quanto imbarazzata dall'idea dell'unione con il fratellastro.
Ottavia si adattò a quel matrimonio, per nulla felice in quanto non ebbe mai le attenzioni del marito. La sua situazione andò peggiorando quando il padre Claudio morì, era l'unica presenza importante dal quale si sentisse protetta.
Nerone assunse il potere regale di cui anche Ottavia godette come imperatrice, ma ben presto si sentì di nuovo sola. Era timida, inesperta, poco affascinante.  Soffrì per l'innamoramento di Nerone per la liberta Claudia Atte, poi per l'uccisione del fratello Britannico (forse proprio per ordine di Nerone) ed infine fu ripudiata a causa di Poppea, che Nerone sposò.
Ottavia fu allora mandata in esilio a Ventotene, dove morì pochi giorni dopo, uccisa dai soldati di Nerone in modo crudele, dissanguata in una vasca di acqua calda.
Lo storico Tacito ci porge una drammatica e toccante descrizione dell'uscita di Ottavia da Roma. Nessuna altra donna che si avviasse all'esilio suscitò tanta pena. Tacito nei suoi "Annali" scrive di Ottavia che era stata scacciata da Nerone: "Il popolo salì al Campidoglio a venerare gli dei; rovesciò le statue di Poppea, sollevò a spalle quelle di Ottavia, e copertele di fiori le collocò nel Foro e nei templi ..", Ma la rivolta durò poche ore. Nerone mandò i soldati a disperdere i ribelli e le statue di Poppea ritornarono al loro posto (Wikipedia). 
La storia di Ottavia è molto triste ed ingiusta, in quanto era una ragazza nobile e virtuosa, vittima della crudeltà e del potere di Nerone. Non sarebbe del tutto insensato formulare l'ipotesi di un doveroso tributo alla sua innocenza nell'attribuzione del suo nome al nostro quartiere.

Proseguendo la nostra ricerca ci viene in mente che esiste anche un monumento importante di Roma che porta il nome "Ottavia" riferito ad un altro personaggio dell'antica Roma. Si tratta del "Portico di Ottavia", complesso prospiciente sul Circo Flaminio (area che corrisponde all'antico ghetto), fu costruito da Ottaviano Augusto tra il 27 ed il 23 a.C. e dedicato a nome della sorella Ottavia, che è stata la seconda moglie di Marco Antonio. Anche Ottavia era al secondo matrimonio perchè prima del 54 a.C., aveva sposato Gaio Claudio Marcello minore, console nel 50 a.C, appartenente alla gens patrizia dei Claudii, discendente da quel Marco Claudio Marcello che aveva combattuto nella Seconda guerra punica.
Alla fine del 41 a.C. Marcello morì, lasciando Ottavia incinta; quasi contemporaneamente, all'inizio del 40 a.C., anche Marco Antonio divenne vedovo, perdendo Fulvia, che gli aveva dato due figli. Poiché Antonio e Ottaviano si erano recentemente riappacificati dopo essersi combattuti, decisero di saldare il proprio legame con un matrimonio: fu così che per motivi politici, Ottavia sposò Marco Antonio, non prima che il Senato romano legiferasse per permetterle di sposarsi incinta.
Ottavia era reputata avere tutto il fascino, le virtù e le capacità necessarie per guadagnarsi l'affetto delle persone, garantendole influenza sul marito e sul fratello. La sua bellezza era reputata essere maggiore di quella di Cleopatra.
Ottaviano era molto legato alla sorella, tanto che le dedicò quell'importante costruzione di Roma, il Portico di Ottavia, in cui spesso si riuniva il Senato. (Fonte Wikipedia)

( Giovanna D’Annibale, Presidente dell’Ass.ne culturale Lucchina e Ottavia)

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