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sabato 23 novembre 2013

Ottavia, un quartiere tranquillo: tre delitti in sessanta anni


Nelle periferie di Roma nord ovest in questi ultimi anni abbiamo assistito ad eventi delittuosi. Rapine e fatti di sangue a Casalotti, gambizzazioni  di un consigliere sulla Cassia e un omicidio nel 2008 a via Gradoli. Altri eventi di cronaca nera registrati a Primavalle nel 2011 e 2012, a Montemario nel 2006 con il delitto di Largo Cervinia e quest’anno (21 novembre 2013) con il ritrovamento di un uomo carbonizzato  nell’area verde vicino la panoramica.
Ottavia, finora, è sembrato un quartiere pacifico e tranquillo, fatta eccezione di 3 o 4 incendi dolosi in locali commerciali negli ultimi 5 anni. Ma non ci sono stati crimini di sangue. Per poterli contare sulle dita di una mano bisogna andare indietro nel tempo di circa sessanta anni.
Cominciamo da quello più remoto avvenuto dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Racconta "Maurizio", un nostro testimone privilegiato, che intorno agli anni 50 era scoppiata una lite presso un'osteria denominata Gazzella, che si trovava sulla via Trionfale all'altezza della vecchia stazione, dove adesso c'è una pizzeria gestita da egiziani e una frutteria (vedi foto).
Era il periodo in cui a Ottavia e alla Lucchina dominavano il principe Colonna con la sua tenuta, il Conte Sansoni e il Conte Manzolini. Quest'ultimo aveva una proprietà che si estendeva dalla Castelluccia fino a Ottavia, dove ora c'è il campo di calcio, e zone limitrofe.
La vittima di quel delitto lavorava per i Manzolini e abitava alla Castelluccia con la moglie e un figlio ancora neonato. I due balordi assassini, con i quali c'era stato un alterco giocando a carte, organizzarono di notte la rappresaglia andando a casa: dopo aver ucciso entrambi,  misero il neonato che piangeva attaccato al capezzolo della madre morta.
Questo particolare agghiacciante scosse tutta la popolazione locale, gli assassini, una volta catturati, subirono un lungo processo seguito dai media di allora.
Andando un po avanti nel tempo, intorno alla metà degli anni 60, il nostro quartiere fu al centro delle cronache nazionali. Troupe televisive, cronisti di tutti i quotidiani e testate radiofoniche si precipitarono in massa su via della Lucchina accalcandosi al cancello di un condominio corrispondente al civico n. 6.  I cronisti volevano spiegare all'opinione pubblica italiana le ragioni di un delitto apparentemente assurdo.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso nel rapporto già compromesso tra due vicini di casa è stato il quotidiano canto di un gallo che caratterizzava l'alba di tutte le mattine.
Un uomo profondamente disturbato da quel canto ha deciso di imbracciare un fucile e di uccidere senza pietà il padrone del volatile dopo aver atteso il suo ritorno davanti al condominio.
Il delitto di sangue più recente risale intorno al 1985. E’ avvenuto in un appartamento di via Pier Luigi Galletti, traversa di via Panizzi, dove un uomo è morto ucciso da un colpo di pistola.
Si trattava di una persona che non aveva fatto nulla, si trovava in quell’appartamento per puro caso, perchè aveva accompagnato un amico di Montemario a risolvere una contesa tra un proprietario venditore  e un acquirente possessore dell'appartamento che non saldava il debito per l'acquisto.
In un momento di agitazione del gruppo, dalla pistola del “paciere” di Montemario” venuto a risolvere la lite, è partito un colpo accidentale che ha colpito a morte l’amico che l’accompagnava estraneo alla lite. Il " paciere pistolero” fu arrestato e condannato ad un paio d'anni di carcere.



Associazione culturale Lucchina e Ottavia

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