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sabato 5 aprile 2014

Ottavia e il mistero della Biga scomparsa...

Autorevoli fonti, in particolare alcuni docenti dell'Itis Fermi, ci hanno riferito le voci che, intorno alla metà degli anni 80 circolavano a Ottavia e Palmarola.
Durante la costruzione delle palazzine "rosse", vicino la stazione di Ipogeo degli Ottavi, "alcuni operai della cooperativa edilizia avrebbero trovato una preziosissima e antica biga romana".
Cosa è successo? Perché di questa biga non si è mai saputo nulla?
Qui rientriamo nel triste andazzo di allora, comune a molte edificazioni del nostro quartiere:
Privati e costruttori, per evitare impedimenti e sospensione dei lavori da parte della Soprintendenza ai
Beni archeologici, forse gioivano della prolifica attività di tombaroli e ladri con conseguente sparizione dei reperti e sotterramento di tombe, ville e strade antiche.
"Tremila reperti furono sequestrati nel 1995 dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale al Porto Franco di Ginevra e restituiti allo Stato dopo una lunga battaglia legale, insieme ai documenti che hanno consentito di ricostruire i canali e i meccanismi del traffico illecito, dallo scavo clandestino in Italia all'esposizione nei musei stranieri. Accadeva in Italia che, subito dopo gli scavi clandestini, ci fosse un immediato trasferimento degli oggetti dall'Italia alla Svizzera, prima importante tappa del percorso. Articolati sistemi di "ripulitura" dei materiali e come si costruivano le certificazioni di "legittima provenienza" per ogni oggetto illecitamente scavato, probabilmente destinato già in origine ad incrementare le raccolte dei più noti musei del mondo" (Fonte Museo di Villa Giulia)
E chissà che anche la biga di Ottavia, se realmente esistita, non sia finita in qualche museo straniero e non si possa ancora ritrovare. Noi ce lo auguriamo, perché il quartiere Ottavia merita una degna restituzione.
E' ormai storia, raccontata nel libro di Nando Maurelli, che buona parte dei tesori etruschi e romani trovati a Ottavia siano stati trafugati dagli scavi durante la costruzione delle palazzine popolari di via Luisa Spagnoli e di quelle palazzine di via della Stazione di Ottavia vicino la farmacia Angeletti.
Consoliamoci, intanto, con un po di storia della Biga raccontata da Arianna Casini, studentessa del liceo scientifico Righi : "Le bighe romane erano carri da guerra biposto, sostenuti da due ruote e trainati da uno o due cavalli. Questi venivano spesso utilizzati per la guerra o per i giochi che avvenivano nel circo. Infatti noi odiernamente abbiamo i calciatori e gli stadi di calcio; i romani, invece, avevano gli aurighi, ovvero gli uomini che guidavano la biga, e i circhi. Il gioco più famoso per i romani, oltre che alle lotte tra i gladiatori, era la corsa delle bighe. Gli aurighi, infatti, avevano un'importante e proficua carriera dato che rispetto ai gladiatori potevano continuare la loro attività anche in età avanzata, e potevano arrivare a guadagnare in una sola corsa fino a 60.000 sesterzi (l'ammontare della paga di un legionario in 8 anni). Anche ai tempi dei romani, come accade oggi per lo stipendio dei calciatori, la paga degli aurighi era molto discussa, ma questi atleti erano pagati abbondantemente anche per sostenere il rischio delle corse. Infatti una volta iniziata la corsa, i carri potevano spostarsi liberamente per la pista al fine anche di provocare un incidente ai propri avversari spingendoli contro le spinae.." (Fonte: http://fuoriaula.weebly.com/)

Associazione culturale Lucchina e Ottavia

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