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lunedì 19 maggio 2014

Pieno successo del "Caffè filosofico". Il contributo di Laura Capogna

Foto di Valentina Gusella, dell'Ass.ne Lucchina e Ottavia
Il seme è stato piantato: due ore piene, belle e sorprendenti, di dialogo tra persone di diverso livello di istruzione, molte delle quali non si conoscevano tra loro.
Alle 20.00, dopo centoventi minuti di interventi e scambi sul tema "filosofico" del giorno, erano ancora tutti seduti a cerchio sul terrazzino del Bar "La Pineta".
Quando la filosofa si apprestava a tirare le conclusioni, si sono sollevate le domande: Giorgio: "quando si tiene il prossimo caffè filosofico?", Armando: "si potrebbe fare ogni due settimane", Walter, rivolto alla filosofa: "Potremmo fare il prossimo incontro su un tema che non si conosca in anticipo?".....
Che dire? Un momento magico? Una scommessa culturale, difficile in una periferia come la nostra, si è rivelata un successo, un'esperienza pilota da cogliere e coltivare, a nostro avviso, non solo a Ottavia, ma in tutti i quartieri di Roma.
Foto di Valentina Gusella
Lo si è visto e toccato con mano: c'è un grande bisogno inespresso delle persone di confrontarsi dal vivo e di dialogare in uno spazio fisico e in un tempo dedicato.
E appena si offre un'occasione le persone vengono numerose ed entusiaste.
Se poi c'è una filosofa in gamba, come Laura Capogna (socia dell'associazione Phronesis), tutti i partecipanti riescono a tirare fuori le proprie riflessioni e ad ascoltare con attenzione quelle degli altri, come se, dopo tanto digiuno, fosse finalmente diventato possibile saziare la propria fame di socialità e di relazioni culturali significative.
Anche il giovane Assessore alla Cultura del Municipio XIV, Marco Della Porta, che ha concesso il patrocinio all'iniziativa, si è seduto in quel "cerchio
magico", arricchendolo e dando il suo prezioso contributo di studioso di filosofia. Ed è stata anche molto positiva la presenza variegata di persone di tutte le età.
Riportiamo di seguito la riflessione sull'evento della stessa filosofa e moderatrice.

Cos’è un Caffè Filosofico?
E’ un’insolita occasione d’incontro tra un filosofo e dei “non filosofi” che, di comune accordo, si danno appuntamento per parlare. Come è accaduto, ad esempio, venerdì scorso al bar “La Pineta” di via Lucchina 49.
Perché un filosofo e dei non filosofi decidono di incontrarsi in un caffè? Per parlare di filosofia?
Sì e no. 
Sì, perché di filosofia si parla.
No, perché non se ne parla “solo per parlare”, né se ne parla in modo unilaterale, ossia, con il filosofo che parla e i non filosofi che ascoltano.
Di filosofia, in un Caffè filosofico, neanche si discute. 
Ma allora, dov’è il “filosofico” del Caffè? Nel tema proposto per l’incontro?
Di nuovo: sì e no.
Sì, perché presentare ad un pubblico di non filosofi la domanda “Siamo ciò che sappiamo”?
(come è accaduto appunto venerdì scorso) si sente che ha a che fare con la filosofia.
No, perché porre una domanda dal “peso” filosofico non basta a conferire lo stesso “peso” alla risposta. 
O meglio: non basta se la risposta è una sola. 
Il filosofico, infatti, non è nel tema affrontato, ma nel modo in cui lo si affronta: attraverso il dialogo. 
In un caffè filosofico, infatti,  il filosofo che interviene nel dialogo non parla più di quanto non faccia parlare gli altri, e questo perché il dialogo tra i presenti altro non è se non un tentativo di trovare insieme una risposta alla domanda d’apertura. 
Insomma: il filosofico, in un Caffè, sta nel fatto che la risposta non è mai una, ma che di risposte ne escono fuori diverse; di più: che la risposta, spesso, non c’è o, se c’è, apre nuove domande. E dà voglia di
rinnovare l’incontro, di prolungare il dialogo, per continuare a cercare risposte. E questo è esattamente quanto è accaduto, venerdì scorso: ognuno dei presenti ha cercato di rispondere, ma poiché nel farlo ciascuno non ha solo esposto idee proprie ma ha anche accolto quelle altrui, dialogando si è arrivati ad accorgersi che la domanda iniziale ha spostato l’attenzione su molte altre domande, che un po’ impedivano di azzardare una risposta soddisfacente alla prima. Ne cito solo alcune: <Siamo o diveniamo?> < Siamo liberi di scegliere?> <Cosa significa cambiare?> < Quali limiti pone il tempo?> 
Stiamo già pensando alla data del nuovo incontro, per parlarne (anzi, per filosofarne) …
Laura Capogna

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