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sabato 30 agosto 2014

Bullismo al Gassman di via Pietro Maffi. Inchiesta della magistratura

Poteva avere un epilogo tragico la vicenda di uno studente della nostra periferia che per mesi sarebbe stato oggetto di ingiurie, insulti e cyberbullismo a sfondo omofobo.
Secondo fonti giornalistiche, i genitori si sarebbero rivolti alla magistratura dopo aver provato invano a chiedere aiuto alle autorità scolastiche.
All'istituto di via Maffi, frequentato anche da adolescenti di Ottavia e Palmarola, uno studente all'ultimo anno di magistrale sarebbe stato preso di mira dal branco della classe che, da alcuni mesi, non solo gli faceva dispetti sottraendogli il motorino e isolandolo dal gruppo, ma addirittura creando una chat su whatsapp a lui dedicata con il titolo "We hate Michele" ("noi odiamo Michele") (Michele è un nome di fantasia).
"E' un fallito", "guarda porno gay" "non è etero" : queste alcune delle frasi in chat che, aggiunte alle vessazioni
quotidiane a scuola, hanno sconvolto il ragazzo causandogli uno stato di estrema prostrazione.
I genitori se ne sarebbero accorti dopo alcune conversazioni allarmanti in cui il ragazzo avrebbe parlato del suicidio come soluzione ai suoi problemi.
La madre aveva provato a parlarne con altri genitori ma, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, avrebbe ricevuto come risposta solo minacce.

Come associazione culturale di Ottavia riteniamo importante parlare di questo episodio emerso oggi sulla stampa, non solo perchè esso riguarda una scuola frequentata da ragazzi e ragazze del nostro quartiere, non solo perché episodi simili, verificatosi in altri istituti della nostra città e del nostro paese, hanno spezzato giovani vite, ma soprattutto perché ci invita a riflettere su valori fondamentali di civile convivenza e di tutela del bene comune: i figli degli altri sono nostri figli, sono bene comune.
Il futuro delle nuove generazioni sarà più vivibile se abbiamo a cuore il bene dei nostri figli quanto quello dei figli degli altri.
Insieme, i genitori dei consigli d'istituto, i docenti, il personale scolastico e i servizi sociali del municipio possono trovare strategie educative di rete per prevenire il bullismo nelle scuole e nei quartieri o, quanto meno, per tentare di costruire efficaci anticorpi contro di esso.

Ass.ne culturale Lucchina e Ottavia


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