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domenica 12 ottobre 2014

La grande scommessa della stazione di Ottavia, non perdiamola!

Ieri, per la prima volta, i locali della stazione di Ottavia sono stati aperti al pubblico con una mostra d'arte e con tanto di inaugurazione. Un evento riuscitissimo che ha visto la partecipazione di tante persone, provenienti anche da altri quartieri (Balduina, Torrevecchia, Montemario...).
E' in gioco una grande opportunità, anzi... una grande scommessa, non solo per i quartieri di Roma nord, ma anche per tutte le zone periferiche che si trovano lungo la tratta della linea ferroviaria di superficie FL3.
Geniale l'intuizione dell'assessore alla cultura del Municipio XIV, Marco Della Porta, che è riuscito a concretizzare con  RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e Sovrintendenza capitolina, un progetto di utilizzo sociale e culturale di locali della Stazione di Ottavia chiusi e abbandonati da decenni.
Ci hanno provato invano diversi soggetti associativi del territorio negli ultimi 10 anni a sensibilizzare le istituzioni di prossimità, la Regione, Rfi e l'Azienda Trenitalia. Ma invano.
La spinta più recente l'aveva data l'associazione culturale Lucchina e Ottavia che ha inserito la proposta di utilizzo dei locali nel calendario di quartiere 2014, un calendario diffuso in migliaia di copie e consegnato, nel corso di un'assemblea alla Parrocchia di Santa Maddalena, ai responsabili di Trenitalia e RFI. Poi alla giunta Municipale, alla Biblioteca Borromeo e alla Presidenza  e vicepresidenza della Regione Lazio.
Inoltre la proposta è stata formulata per iscritto a luglio 2013 nell'apposito form della Regione Lazio e registrata in una sessione plenaria assembleare nel corso di "Lazioidee", grande iniziativa regionale per la raccolta di progetti e proposte di cittadini ed associazioni del Lazio.
Su questo terreno già fertile e favorevole ha saputo muoversi l'Assessore Della Porta il quale è riuscito a convincere i responsabili di RFI raggiungendo questo primo risultato.
Si tratta certamente di un buon risultato ma per salvaguardare e rafforzare questo progetto culturale occorre il generoso contributo dei cittadini del quartiere e delle istituzioni di prossimità.
Ad esempio, anche le associazioni del Terzo Settore, finanziate dal Municipio XIV, che si occupano di disagio giovanile e dispersione scolastica, e che con i loro progetti mirano ad agganciare adolescenti attraverso gli educatori di strada potrebbero adoperarsi in rete con gli assessorati alla Cultura e ai Servizi sociali e con le associazioni di quartiere, per salvaguardare il "Bene Comune Stazione", non solo con le telecamere, ma con l'arte, la musica e la cultura e con il senso di comunità e solidarietà che questo progetto di utilizzo dei locali potrebbe offrire al territorio.
Occorre far vivere quel luogo avendone cura tutti quanti, portare dentro idee ed eventi belli che creino un collante sociale incrementando vivibilità e relazioni umane.
Una stazione bella, accogliente e viva cambierà la qualità della vita di tutti.
"La bellezza salverà il mondo" diceva un famoso scrittore e la bellezza della stazione di Ottavia potrebbe fermare teppismo e degrado.
Una stazione lasciata all'incuria e ai rifiuti alimenta vandalismi
notturni perché parla alla pancia delle persone mentre una stazione viva, che appartiene alla comunità e che si fa accogliente, erige virtualmente uno scudo di protezione nel cuore di ogni cittadino che passa.
L'invito quindi  a tutti non può che essere quello di cooperare e collaborare insieme. Non facciamoci sfuggire questa opportunità, cerchiamo di non perdere questa grande scommessa culturale.



Associazione culturale Lucchina e Ottavia
via della Stazione di Ottavia 73B Roma




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