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mercoledì 3 febbraio 2016

Misterioso furto al bancomat del Centro Gulliver

Nel pomeriggio di ieri, martedì 2 febbraio, per alcune ore una squadra di agenti di polizia ha effettuato rilievi al piano terra del centro commerciale Gulliver di Ottavia per capire come possa essere stata svaligiata una postazione bancomat, senza scasso e senza che nessuno si sia accorto di nulla. 

Di furti del genere abbiamo avuto notizia nel mese di dicembre scorso quando in Emilia Romagna sono state arrestate 9 persone che erano arrivati a 

"svuotare gli sportelli bancomat, prelevando fino a 100.000 euro in una notte senza far scattare nessun allarme, usando una semplice trappola per i soldi fatta con rivetti da carpentiere e una lamella ripiegata, una sorta di forchetta.
Una frode che ha fruttato a una banda italo-rumena qualche milione di euro in tutta Italia, stoppata dopo un’anno e mezzo di indagini dalla Polizia postale di Bologna in collaborazione con i nuclei delle regioni vicine (a partire dalla Toscana) e con la Polizia rumena.
Il bancomat viene costruito da un’azienda in Romania e questo, secondo la Polizia postale, può far pensare a una talpa che abbia reso noti i punti vulnerabili del sistema. I rumeni arrestati erano ricercati anche in patria ed erano in Italia con documenti falsi. Alcuni, scarcerati nel corso delle indagini, avevano subito ripreso a truffare i bancomat e sono finiti di nuovo in manette. La banda pare fosse pronta anche a spostare la propria attività negli Stati Uniti.
La truffa, spiega oggi in conferenza stampa il dirigente della Postale di Bologna, Geo Ceccaroli, è un’evoluzione della classica frode ai bancomat, con cui venivano catturati i soldi ai danni del cliente. La nuova tecnica consisteva in questo: veniva attivata una carta, del tutto regolare, su cui venivano caricati dei soldi. Veniva poi fatto un prelievo minimo, di 20 euro, che consentiva di far aprire l’otturatore del bancomat: in quel momento veniva inserita la ‘forchetta’, lasciando richiudere lo sportello. Subito dopo veniva fatta una seconda operazione, questa volta per l’importo massimo di 600 euro, tenendo però bloccata la carta con i rivetti. In questo modo, l’operazione falliva e i soldi preparati per il pagamento venivano spostati in uno scomparto interno al bancomat per il recupero delle banconote. Questo passaggio veniva però intercettato dalla ‘forchetta’ che agganciava i soldi, permettendo così di estrarli dallo sportello senza che l’operazione fosse computata. Veniva poi estratta la carta e la truffa ricominciava. (corsivo Fonte l'Agenzia Dire 2 dicembre 2015)

Invitiamo a leggere i nostri articoli che riguardano la sicurezza e prevenzione nei quartieri

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