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lunedì 30 aprile 2018

Neuroni e creatività... le riflessioni condivise durante il "Caffè creativo"

Neuroni creatività ed animo umano, sono gli argomenti di riflessione affrontati durante il "caffè creativo disconnesso" di sabato 28 aprile organizzato dall'associazione culturale "Lucchina e Ottavia". 
Riportiamo di seguito un report sui contenuti emersi durante l'incontro.
Il resoconto è stato elaborato da  Emanuele Fanti che ringraziamo.

"- Addì 28 aprile 2018, sabato di caffè ricreativo alla presenza di molti di noi che per il momento non dichiariamo al fine di preservare la privacy ed evitare “figuracce” nel caso di esternazioni compromettenti.
L’incontro inizia, come sempre, all’insegna della leggerezza con la dichiarazione di timidezza di uno dei presenti e l’intelligente domanda: “Perché le professoresse possono andare a scuola con la gonna ed i professori non possono andarci con i pantaloncini?” Tale domanda, al solito, rimane priva di risposta ed accompagnata da profonde riflessioni e suggerimenti sui professori ipertricotici. - Dopo primi cenni e tentativi di approfondimenti sociologici, si affronta il tema dell’Ipogeo degli Ottavi (sito archeologico scoperto nel 1920 che si trova sotto una civile abitazione, “Villino Cardani”, sui cui proprietari incombe la servitù permanente che permette la visita all'ipogeo, gratuita e su prenotazione alla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma).
L'associazione culturale Lucchina e Ottavia  parlerà dell’argomento all’assessora Ruffa del XIV Municipio all’incontro previsto per il 10 maggio. Tale incontro è stato richiesto dalla stessa Ruffa per conoscere l’Associazione Lucchina Ottavia ed approfondire la realtà del territorio.
- La presidente propone di non andare oltre la prima settimana di giugno per la consueta passeggiata archeologica che, tra l’altro, potrebbe vedere coinvolti anche cittadini del XIII Municipio e soci del Parco della Cellulosa (zona Casalotti).
- Uno dei soci propone l’intervento a turno di tutti i presenti per approfondire il tema trattato dallo psicoterapeuta Morelli in un video lanciato sul gruppo Whatsapp:
“Nell’attuale società, dove tutti vorrebbero ringiovanire i volti e i corpi, come fare con il cervello?...”
Lo psicoterapeuta sostiene che il nostro organo del pensiero abbia le aree intere della creatività e che siano loro a ringiovanirci. La stimolazione di tali aree avverrebbe rompendo gli schemi della ripetitività ed usando la creatività, utilizzando le mani e spengendo i pensieri… quindi più novità e meno abitudini.
Il dialogo tra i presenti risulta coinvolgente e dal confronto emergono esperienze personali che mettono in evidenza come alcuni di noi vedano positivamente la “ripetitività” e come altri la vivano con spavento. Da ciò scaturisce che, oltre ogni dubbio, i problemi possono apparire grandi o piccoli a seconda di come si affrontino anche se a volte risulta positivo “abbandonarsi” all’istinto.
Interessante l’intervento di uno dei soci che associa la creatività col pensiero positivo, connubio che, a suo dire, sarebbe quasi un elisir di lunga vita; tale atteggiamento aiuterebbe anche a recuperare la fiducia in se stessi ed aiuterebbe a cambiare molte abitudini dannose… insomma, una ulteriore condivisione delle idee dello psicoterapeuta.
Ovviamente la parola “creatività” si presta a molte interpretazioni ma per i presenti rappresenta un’arte, una capacità che ognuno di noi possiede e che può usare per inventare storie con la scrittura, oppure per costruire giocattoli o piccoli oggetti...
C’è chi sostiene che accettare le sfide sia uno stimolo alla creatività e che mettersi in gioco attivi i neuroni e contribuisca a tener giovane il cervello…. ma anche chi trova positivo zappare l’orto, ovviamente senza risolvere i problemi ma trovando una sicura valvola di sfogo a situazioni che potrebbero sfociare in “stati ossessivi”.
Insomma, le scuole di pensiero sono molte ed il parere dello psicoterapeuta Morelli può anche essere condiviso in gran parte ma c’è da dire che una delle più grandi maestre di vita è la vita stessa con la sua esperienza e che “la psicologia pura è pur sempre l’animo umano”.
Così, su questa frase, si conclude l’incontro di oggi, con la leggerezza col quale era iniziato e con l’arrivederci alla prossima settimana."

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